Il momento di forte preoccupazione per le condizioni di salute del celebre rapper milanese Fedez si è finalmente concluso con il ritorno alla ‘normalità’ e il rientro nella propria abitazione, dopo giorni di apprensione per il nuovo ricovero. O almeno questo è ciò che riporta l’agenzia di stampa Adnkronos, facendo tirare un sospiro di sollievo ai numerosi fan ancora in apprensione.
Come sta Fedez, gli ultimi aggiornamenti
Le ultime notizie arrivate hanno confermato il miglioramento del quadro clinico e la fine degli accertamenti specialistici resi necessari nei giorni scorsi. Una notizia che rassicura immediatamente i fan (e i familiari ovviamente), particolarmente in ansia dopo l’ennesimo ricovero.
Adesso Fedez è tornato a casa. Il 36enne (diventato da pochissimo papà per la terza volta) è stato dimesso ieri sera dall’ospedale Humanitas di Rozzano, nell’hinterland milanese, dove era stato ricoverato in Gastroenterologia dopo un episodio di sanguinamento che, secondo l’ANSA, sarebbe da ricondurre alla riapertura di una vecchia ulcera, complicazione legata all’assunzione di farmaci antinfiammatori (abbiamo intervistato il Dott. Mammone che ci ha spiegato quali rischi si corrono facendo un uso spropositato di questi farmaci).
Nella serata di lunedì 20 luglio, Fedez era arrivato in ambulanza al Pronto soccorso del Fatebenefratelli di Milano, l’ospedale dove nel 2023 era stato operato d’urgenza per il sanguinamento di alcune ulcere.
Gli era stata salvata la vita, come lui stesso raccontò uscendo dalla struttura e ringraziando medici e infermieri. Dopo un giorno di ricovero in Chirurgia, martedì 21 luglio sera l’artista ha lasciato il Fatebenefratelli per trasferirsi all’Humanitas. Ieri sera le dimissioni.
Si precisa che nè il rapper nè il suo staff nè tanto meno i suoi familiari più stretti hanno mai commentato questo ultimo episodio. Si resta, dunque, in attesa di eventuali sviluppi. L’auspicio, va da sé, è che il cantante possa presto riprendersi e godersi anche la sua (nuova) famiglia che si è allargata con la nascita del piccolo Edoardo Lupo.