di
Chiara Maffioletti

Dopo aver sbancato i botteghini col film di Nolan, Holland torna a fare il supereroe con «Spider-Man: Brand New Day», nella sale dal 29 luglio

Telemaco e Spiderman hanno più cose in comune di quanto si immagini. Entrambi sono dei ragazzi alle prese con grandi responsabilità, costretti a scoprire prima del tempo cosa significhi diventare uomini. Uno deve sconfiggere cattivoni intergalattici, l’altro gli sfrontati Proci, ma entrambi scelgono di farlo aggrappandosi a dei principi di gentilezza e, verrebbe da dire, educazione piuttosto antichi e quindi modernissimi, che li rendono di fatto decisamente simili.

Non è un caso, quindi, se i due eroi cinematografici di questa estate siano interpretati dalla stessa persona, Tom Holland. E questa, senza dubbio, è la sua estate. Dopo aver sbancato i botteghini di tutto il mondo con l’«Odissea» di Nolan, in cui ha vestito appunto i panni del disciplinato figlio di Ulisse e Penelope (di fatto, il vero cardine del poema omerico oltre che il co-protagonista del kolossal hollywoodiano), Holland ha abbandonato la tunica per indossare la tutina rossa del super eroe che incarna dal 2015 e riportarlo al cinema con «Spider-Man: Brand New Day», nella sale dal 29 luglio.



















































holland in brand new day

L’impresa, per l’attore nato nel 1996, sarà invertire la tendenza secondo la quale i supereroi non attirino più spettatori come prima. La scommessa è che ci riuscirà, proprio perché il suo supereroe è molto diverso dagli altri. Così come Holland sembra essere diverso da quasi tutti i suoi colleghi di fama planetaria, distante dall’idea secondo cui i divi più ammirati siano prima di tutto persone sicure, inscalfibili, distanti.

Il filo sottile che sembra tessere Holland per unire tutti i suoi personaggi è quello dell’eroe gentile. E, un eroe gentile, sembra esserlo lui stesso: un attore che porta il peso dei miti che incarna con compostezza inglese — è nato a Londra —, interpretando l’essere coraggiosi — anche sullo schermo — non come il non avere paure ma anzi, come l’averle ma affrontarle.

Visto in questo senso, il viaggio da Itaca a New York può essere brevissimo. Telemaco e Peter Parker, ritratti da Holland, sono uniti nell’essere due eroi che non esibiscono la loro grandezza, ma piuttosto la conquistano, un passo alla volta. Così come sta facendo l’attore, che si ritrova in prima fila tra i più importanti divi del pianeta incarnando però un modello di mascolinità differente, nuovo.

Zendaya, sua sposa (il divo ha confermato la notizia delle nozze «segrete» durante un’intervista alla rivista «Esquire», il mese scorso) e da anni compagna spesso anche sullo schermo, ha detto di essersi innamorata di lui perché cercava «un gentleman». Sui social network ci sono migliaia di frame che sembrano confermare che Holland lo sia veramente. I video virali lo mostrano mentre corregge se stesso quando rischia di interrompere qualche collega, mentre nelle interviste sposta l’attenzione sulle maestranze, mentre ringrazia. Un garbo che diventa il controcanto di un mondo spesso rumoroso come quello dello spettacolo; la gentilezza come postura professionale.

holland zendaya

Ma al netto delle formalità che fanno (ancora) sospirare molte persone, la cara e vecchia galanteria di cui Holland pare essere maestro sta più nella sua capacità di rivelarsi trasparente di fronte alle emozioni. Parlando del suo prossimo ruolo, quello di Fred Astaire nel biopic dedicato proprio al grande ballerino (le riprese inizieranno a gennaio 2027), Holland ha dichiarato: «Mi riempie di entusiasmo e di assoluto terrore», aggiungendo che vorrà tornare ad allenarsi al più presto in sala prove «per conto mio».

Holland, quindi, sarà di nuovo un ballerino il che, di fatto, è un ritorno alle origini avendo lui conosciuto il successo grazie al suo ruolo di «Billy Elliot» nel West End. La disciplina e il controllo della danza sono altre caratteristiche di un personaggio così contemporaneo, che unisce una popolarità travolgente a una presenza sui social calibrata. Anzi, tempo fa si era proprio disconnesso, spiegando: «I social possono essere fantastici, ma per me sono stati troppo. Staccare mi ha aiutato a stare meglio».

Una compostezza che, in questo modo, diventa forza. La stessa che gli ha permesso, ad esempio, di fare un pizzico di storia della televisione pop, travestendosi da Rihanna: in guepiere e rossetto rosso aveva ballato in tv sulle note di «Umbrella», risultando super sexy. Tutto sotto lo sguardo, anche allora, di Zendaya, con cui formano una coppia tra le più riuscite e contemporanee. Per mille ragioni, compresa la loro differenza d’altezza.

holland zendaya

Anche in questo caso Tom Holland non ha svicolato rispetto a questa loro caratteristica e quando è stato sollecitato in questo senso, ha scelto la strada dell’ironia, ridendoci su e spiegando che al momento dei casting, «quando facemmo gli screen-test per Spider-Man, del resto nessuna ragazza era più bassa di me». 

26 luglio 2026 ( modifica il 26 luglio 2026 | 07:44)