Le protesi peniene gonfiabili rappresentano una soluzione chirurgica per le forme gravi di disfunzione erettile che non rispondono ai trattamenti meno invasivi o per chi desidera una terapia definitiva. Nei modelli a tre componenti, due cilindri inseriti nei corpi cavernosi sono collegati, attraverso tubazioni, a una pompa collocata nello scroto e a un serbatoio di liquido. Azionando la pompa, il fluido raggiunge i cilindri e produce la rigidità necessaria al rapporto; una valvola consente poi di riportare il sistema allo stato di riposo. È una tecnologia consolidata e generalmente affidabile, ma resta un circuito idraulico sottoposto per anni a pressioni, piegamenti e migliaia di cicli. Quando una parte perde, si lacera o smette di funzionare, può essere necessario un nuovo intervento per riparare o sostituire l’impianto. Una precedente analisi statunitense citata dagli autori stimava reinterventi nell’11% dei pazienti a cinque anni e nel 16% a dieci anni, percentuali che comprendono però anche cause diverse dal solo guasto meccanico.
Per capire dove nascano più spesso i cedimenti, ricercatori della Monash University e dell’Alfred Health di Melbourne hanno riesaminato le cartelle di 115 pazienti sottoposti a revisione di una protesi peniena tra il 1° aprile 2018 e il 1° aprile 2023. Lo studio retrospettivo, pubblicato nel 2026 sul Journal of Sexual Medicine, ha individuato 76 revisioni attribuite a un problema meccanico. In 16 impianti il difetto interessava due punti riconoscibili, spesso entrambi i cilindri; in dieci casi, invece, la sede precisa non era documentata. Complessivamente sono stati classificati 82 episodi di cedimento. Il tempo mediano trascorso dall’impianto alla revisione era di 48,5 mesi, poco più di quattro anni, ma con una variabilità molto ampia: l’intervallo centrale andava da circa 11 a 88 mesi. Quasi il 41% dei pazienti aveva inoltre affrontato più di una revisione, segno della complessità clinica della popolazione analizzata.
La causa dominante non è risultata il semplice blocco della pompa, bensì la perdita di liquido provocata da una lacerazione o da una rottura: 60 episodi su 82, pari al 73,2%. Guardando alla sede, i cilindri sono stati il componente coinvolto più spesso, con 31 cedimenti, il 37,8% del totale. Al secondo posto compaiono le tubazioni, responsabili del 29,3% degli episodi. I tratti più delicati erano quelli situati entro tre centimetri dalla pompa, con 11 casi, e quelli vicini ai cilindri, con otto. Secondo gli autori, proprio nelle zone di inserimento e raccordo possono formarsi curve strette che concentrano lo stress meccanico: la sollecitazione ripetuta potrebbe così favorire fratture, microlesioni e perdite. I guasti attribuiti alla pompa erano sei, il 7,3%, mentre il serbatoio è risultato raramente coinvolto, con appena due episodi. La combinazione più frequente era quindi una perdita o lacerazione del cilindro con fuoriuscita del fluido.

Questi numeri non dicono quante protesi si rompano tra tutti i pazienti impiantati e non permettono di stabilire quale dispositivo sia in assoluto il più affidabile. Il campione comprendeva soltanto persone già arrivate a una revisione, proveniva da un unico centro e copriva una finestra di cinque anni; mancavano inoltre alcuni dati sugli interventi iniziali eseguiti in altre strutture. Il disegno retrospettivo espone anche al rischio di documentazione incompleta e di selezione dei casi. La vera utilità dello studio è dunque una “mappa dei punti deboli”, non una classifica commerciale. I risultati suggeriscono ai produttori di concentrare lo sviluppo su cilindri più resistenti, raccordi meno vulnerabili e tubazioni capaci di sopportare meglio pieghe e trazioni, mentre ai chirurghi offrono indicazioni sulle aree da controllare durante una revisione. Il lavoro non dichiara finanziamenti; uno degli autori ha però segnalato incarichi professionali con due aziende del settore, informazione importante per una lettura trasparente ma che, da sola, non invalida i dati.
Ruan Y, Baring A, Love C, Blecher G. Pattern of mechanical failure of inflatable penile prosthesis. The Journal of Sexual Medicine. 2026;23(3). DOI: 10.1093/jsxmed/qdag023.

