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Lina Sotis e Michela Proietti
Una mostra a Milano e una nuova abitudine al cellulare confermano che viviamo un’epoca di fragilità diffusa
Moda, tradizioni inossidabili, bon ton. Tendenze, tic e bizzarrie. Fascino. La milanesità senza tempo, che per questo (spesso) precorre i tempi. Due punti di vista, anche generazionali, sulla nostra adorata città. Lina Sotis e Michela Proietti raccontano tutto questo, e altro ancora, nella nuova rubrica che trovate ogni domenica su milano.corriere.it. Buona lettura.
Da vedere per ritrovare se stessi in questo turbinoso mondo la mostra nell’Atelier Crespi in Via Fiori Oscuri, Luca Vanoli e Jacopo Accanti che creano una cupa rappresentazione capace di raccontare la fragilità dell’universo. La mostra «Turbe Giovanili» è un racconto corale che parla delle difficoltà emotive di oggi. Donne nude, tristi. Convivialità difficile, colori spenti. Complimenti al gallerista Massimo Crespi e alla critica Sara Gandolla che hanno messo a nudo questa generazione. Andate a vedere, in fondo, voi stessi. (Lina Sotis)
A proposito di fragilità dell’universo, la novità è che anche i messaggi Whatsapp sono diventati fragilissimi. Dopo un tot di tempo si «dissolvono»: sono i messaggi effimeri e si riconoscono da un piccolo orologino che affianca l’immagine del profilo. Chi li usa dice che in questo modo si libera lo spazio che altrimenti intasa la memoria. Ma c’è il sospetto che qualche furbacchione imposti la funzione per non lasciare tracce sul telefono di foto, chat e innocenti evasioni. Il telefonino, come ci ha spiegato Paolo Genovese, rimane il posto dei nostri piccoli segreti. Ma se sono effimeri il problema è risolto. (Michela Proietti)
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26 luglio 2026
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