A Budapest fa caldo, molto caldo, e le temperature dell’asfalto, che ieri hanno superato i 50°C e che oggi dovrebbero mantenersi su valori simili, ne risentono. Questo elemento, unito alle caratteristiche del tracciato che mettono sotto forte stress le gomme posteriori, dovrebbe spingere la gara verso una doppia lettura strategica.
Questo è uno dei punti chiave della corsa ungherese, perché sul tavolo ci sono due opzioni, ossia singola e doppia sosta, e una buona parte delle scelte dipenderà da come si evolverà la gara durante il primo stint. Secondo Pirelli, una o due soste sono abbastanza vicine in termini di tempo totale, ma il traffico potrebbe avere un impatto decisivo su quelle che saranno le decisioni delle squadre.
Non sorprende che i team si siano cautelati da questo punto di vista. Tutti i top team hanno scelto di mantenere due set di gomme hard in vista della gara, proprio per rispondere a due fattori: una Safety Car nel momento sbagliato e, soprattutto, un degrado superiore alle aspettative sulla base dei dati raccolti al venerdì.
Le nuove gomme della Pirelli
Foto di: McLaren
Nella prima giornata in pista l’asfalto era molto sporco, con un grip ridotto rispetto allo scorso anno, e questo aveva reso la soft una gomma più efficace, tanto che i distacchi del venerdì tra le squadre erano piuttosto ampi. Il grip aggiuntivo della soft aveva fatto la differenza e chi aveva già trovato un buon bilanciamento aerodinamico e meccanico, come la Ferrari, aveva chiuso con un vantaggio consistente.
Per questo i team hanno deciso di muoversi con cautela, portando in ottica gara un secondo treno di hard che possa rivelarsi utile in più scenari. Se la corsa dovesse orientarsi su una sola sosta anche per i primi, ipotesi non del tutto da escludere e già vista nel 2025 con Lando Norris, allora chi sceglierà di partire con la media avrà una maggiore flessibilità.
Ovviamente c’è il fatto che non hanno ancora sfruttato la hard, per cui dovranno anche adeguarsi ai dati raccolti dagli altri team. “Una o due soste sono davvero equivalenti, e dalle nostre simulazioni ci aspettiamo che l’opzione a due soste possa essere una medium hard hard, con la prima finestra al giro 16 e la seconda al giro 40”, spiega Dario Marrafuschi, Head of Pirelli Motorsport.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“La strategia a una sosta dovrebbe invece essere una medium‑hard, con la finestra che si apre al giro 26. Quindi, in termini di calcoli, sono davvero equivalenti, e vediamo che diverse squadre hanno ancora due set di hard disponibili. L’incognita, diciamo così, è che non hanno ancora utilizzato la hard e le altre mescole soft stanno funzionando correttamente”. Tuttavia, sulla hard Pirelli si aspetta un degrado veramente contenuto ed è il motivo per cui ritiene anche che la singola sosta sia valida come opzione.
Come Leclerc e Hamilton potrebbero cambiare il volto della gara
È logico che Ferrari avesse scelto una strategia ben precisa per questa gara. Avendo probabilmente già compreso in FP3 che il distacco sulla concorrenza si fosse sensibilmente ridotto rispetto al venerdì e che la pole non fosse più così scontata, il team di Maranello ha deciso di mantenere un set di gomme soft in più per la corsa.
È chiaro che non si possa puntare a una strategia a una sola sosta con quel tipo di mescola, anche se al venerdì, proprio per le condizioni della pista, aveva mostrato un buon ritmo anche sui long run. Allora a cosa potrebbe tornare utile? A provare a prendere il comando della corsa al via, oppure, nel caso fosse arrivata una pole, a mantenerlo.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
Secondo le stime di Pirelli, la soft al via permette di guadagnare circa due metri in più rispetto alla media in termini di grip, un vantaggio che potrebbe rivelarsi cruciale, soprattutto considerando che la Rossa al via tende ad avere uno scatto efficace quest’anno.
Qui la situazione si divide per i due Ferraristi. Il set di medie di Leclerc è particolarmente usurato, avendoci completato otto giri in qualifica, e il monegasco ha consumato quel set extra di soft ieri in Q2. Questo significa che sarà obbligato a partire con una soft usata in qualifica, motivo per cui la sua partenza diventa ancora più fondamentale.
Nel caso il degrado dovesse rivelarsi importante, potrebbe essere il primo a innescare il valzer dei pit stop, spingendo tutti in anticipo verso le due soste per evitare di perdere la track position. Se invece la strategia a una sola sosta dovesse diventare praticabile, specie per chi deve provare qualcosa di differente, allora per Leclerc la situazione si complicherebbe. È però chiaro che il monegasco può dare il via a un effetto a cascata su tutti gli altri ed è per questo che partire con le soft usate può essere una trappola anche per gli altri, al più considerando che Pirelli non si aspetta degrado sulla hard.
Su questo fronte Hamilton ha più flessibilità: potrebbe andare all’attacco con la soft nuova risparmiata per tentare di superare subito Oscar Piastri e Max Verstappen e poi anticipare il passaggio sulle hard nel caso con un undercut, oppure partire con la media usata in qualifica (ma che ha solo 3 giri) e poi vedere come si evolve la gara, specie sul finale, il che però vorrebbe dire mettersi su una situazione simile a quella dei rivali.
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