Un detrito spaziale si schianterà sulla Luna il 5 agosto producendo un bagliore luminoso che sarà oggetto di studio degli astronomi e che, con un po’ di fortuna, potrà essere osservato anche con strumenti amatoriali

Alcune delle più grandi scoperte scientifiche sono nate da un caso fortuito. E un caso fortuito è proprio quello che proveranno a sfruttare gli astronomi il 5 agosto, quando avranno la possibilità di approfondire i meccanismi di collisione sulla Luna osservando una parte di un razzo Falcon 9 di SpaceX, che si schianterà proprio sul nostro satellite. Questo detrito spaziale vaga nello spazio dal 2025 e, analizzando le sue dimensioni e le orbite seguite, un gruppo di 23 astronomi è riuscito a calcolare la data dell’impatto. Lo schianto avverrà intono alle 8.35 del mattino (ora italiana) del primo mercoledì di agosto nei pressi del cratere Einstein, verso il margine occidentale del disco lunare. Il detrito spaziale si polverizzerà in pochi istanti e, benché avvenga una zona illuminata dal Sole, lo schianto dovrebbe provocare un breve lampo di luce. È possibile che l’evento sia osservabile anche con strumenti amatoriali, per esempio da 20 centimetri di apertura o più, con rapporti focali di f/6 o inferiori. 
Non è la prima volta che i detriti di un Falcon 9 fanno parlare di sé: a febbraio dell’anno scorso un residente della cittadina polacca di Komorniki uscendo di casa ha trovato in giardino un grosso serbatoio a pressione appartenente al razzo per la missione Starlink 11-4. Oggetti provenienti dallo spazio, che siano componenti di veicoli spaziali o meteoriti, talvolta vengono ritrovati anche sul nostro pianeta. Ma a differenza di asteroidi o meteoriti, di cui si sa poco fino a quando non impattono al suolo, in questo caso si conoscono dimensioni, velocità, composizione dell’oggetto. Per questo la comunità scientifica è particolarmente attenta.

Cosa studieranno gli scienziati

Una delle caratteristiche principali della Luna, che possiamo osservare con uno strumento ottico, è la distesa di crateri che si trova sulla sua superficie. L’atmosfera del nostro satellite infatti non è abbastanza densa da distruggere i corpi che le si avvicinano, tuttavia queste collisioni sono difficili da individuare dalla Terra e quindi da analizzare. Ecco perché lo schianto del detrito del Falcon 9 diventa l’occasione per studiare la fisica dei crateri e la propagazione delle onde sismiche sulla Luna. Secondo i calcoli, il rottame spaziale si schianterà sulla roccia lunare a una velocità di circa 8.750 chilometri orari, liberando circa 11,8 gigajoule. All’impatto tra razzo e superficie lunare, si produrrà un breve lampo, che gli astronomi hanno in programma di osservare sia dalla Terra che grazie a sonde spaziali. Il lampo durerà solo poche frazioni di secondo, e la sua visibilità è messa a rischio dal fatto che lo schianto avverrà in una zona illuminata dal Sole. 
Se, come gli esperti sperano, l’osservazione procederà senza intoppi, l’evento costituirà una novità: un bagliore di questo tipo non sarebbe mai stato osservato sul lato illuminato della Luna, che si troverà all’ultimo quarto e sarà illuminata per circa il 56%. Con i dati raccolti dall’osservazione, gli astronomi potrebbero affinare i sistemi di osservazione, e analizzare le collisioni sul satellite senza dover aspettare che si verifichino nella notte lunare. 
Subito dopo l’impatto, si solleverà una nube di polvere e gas, che sarà illuminata dalla luce del Sole e rimarrà visibile per diversi minuti. Gli esperti potranno studiare le caratteristiche di questa nube, e una volta che le polveri saranno ricadute sulla superficie lunare, si svelerà un nuovo cratere. Secondo i calcoli degli astronomi, quest’ultimo avrà un diametro di 20 o 30 metri e una profondità tra i 2 e i 4 metri. È anche possibile che il componente del razzo si spezzi in due e provochi due crateri sulla Luna.
A osservare l’evento “da vicino” sarà la sonda sudcoreana Danuri, in orbita proprio intorno alla Luna. Ma gli autori dello studio invitano gli appassionati a fotografare e filmare l’evento, così da avere più materiale possibile per studiare l’impatto e le sue conseguenze.



















































Un detrito spaziale di 12 metri e 4 tonnellate

Il Falcon 9 è un razzo spaziale di SpaceX progettato per avere una parte che può essere riutilizzata. Si tratta del «primo stadio», ideato per rientrare automaticamente sulla Terra al termine di una missione, così da essere riutilizzato per la prossima. Il «secondo stadio» invece dovrebbe effettuare una manovra di rientro nell’atmosfera e distruggersi durante il processo. Ma il secondo stadio di questo Falcon 9 non ha voluto saperne di autodistruggersi e ha vagato nello spazio per più di un anno finché non è stato catturato dalla gravità del nostro satellite. Il detrito in questione è lungo dodici metri e largo quattro, e si stima che abbia una massa intorno alle quattro tonnellate. Il Falcon 9 era stato lanciato da SpaceX a gennaio del 2025 dalla Florida per trasportare due lander commerciali: il Blue Ghost di Firefly Aerospace e il Resilience della startup privata giapponese iSpace.

25 luglio 2026