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Daniele Sparisci, inviato a Budapest
Vasseur ammette: «Non lo abbiamo avvisato dell’arrivo di Piastri». La McLaren non si aspettava il passo indietro Ferrari: «Sono loro i favoriti per vincere»
Non è una beffa definitiva come quella di Montecarlo dove la qualifica decide tutto, ma è un segnale di carenza nella cura dei dettagli e di mancanza di lucidità nei momenti clou. Il pasticcio è venuto fuori al sabato dopo un inizio perfetto nelle libere, la Ferrari si è complicata la vita da sola al punto che in McLaren ieri sera s’interrogavano sul perché del passo indietro inatteso dei rivali.
Norris punta il ditino verso il cielo, l’orgoglio ritrovato del campione del mondo: «Bello tornare così in alto, stavo guidando bene ma nemmeno il giro finale era spettacolare, è una bella sorpresa trovarmi a partire davanti a tutti». Lando è il primo pilota a interrompere il dominio Mercedes delle pole (10 su 11), ma avrebbe dovuto farlo uno dei due rossi, perché il potenziale c’era. È un’occasione sprecata e bastava farsi un giro dalle parti del box rosso per respirare la delusione, al netto dei progressi della McLaren che qui ha introdotto importanti aggiornamenti aerodinamici.
Il vantaggio minimo di Norris (12 millesimi) divide la concretezza dagli sprechi. Hamilton, lanciato verso la «decima» (9 partenze al palo in Ungheria), si era persino posizionato sotto il cartellino con il numero 1, prontamente rimosso da uno dei marshal. «Ho sbagliato a parcheggiare». Molto più grave, per l’esperienza di un sette volte campione del mondo, il fallo di ostruzione su Piastri, impegnato a preparare il giro veloce. Lewis ha spiegato di non essere stato avvertito dal muretto, che dagli specchietti Oscar non era visibile, ha criticato la strategia («Non è stata una buona idea uscire per primi»), ha ammesso parte delle sue colpe: «La macchina da pole c’era, io non ho dato il meglio». Vasseur condivide: «Lo abbiamo avvertito troppo tardi, è stato un errore nostro. Ma siamo delusi perché la pole era alla nostra porta».
Il black-out di comunicazione costa caro, tre posizioni di retrocessione in griglia, e aumenta il rammarico per non aver approfittato della giornata stortissima della Mercedes. Antonelli, penalizzato nella stessa misura di Lewis (da quarto a settimo) per non aver rallentato abbastanza con le bandiere gialle esposte per il testacoda di Verstappen. Al leader del Mondiale sono state riconosciute delle attenuanti (la pena standard per questo genere di infrazione -5 al via) per aver comunque ridotto la velocità. Russell, appiedato dall’ennesimo guasto, una perdita idraulica che lo costringerà a montare un nuovo motore, ma inguardabile già prima dell’imprevisto, disperso in una crisi misteriosa anche quando il compagno sbaglia.
Nel festival di penalità e nell’inciampo di Lewis si nasconde la grande occasione di Leclerc, promosso in prima fila senza brillare su un tracciato che non ama, mai sul podio. «Mi mancava l’aderenza, perdevo in alcune curve e il cambio di vento mi ha dato fastidio. Ma il ritmo della gara sembra buono anche se è un tracciato difficile per il mio stile di guida, proverò a vincere». Lasciar scappare via Norris sarebbe un altro segnale di debolezza, la Ferrari è più competitiva sulla distanza che in qualifica e lo ha dimostrato con le vittorie di Silverstone e Barcellona. Andrea Stella, team principal della McLaren, mette le mani avanti: «Guardando i dati delle curve la Ferrari aveva più potenziale di noi, e per la gara resta favorita. La nostra pole dimostra che siamo sulla strada giusta ma abbiamo tantissimo lavoro da completare».
Sono giorni intensissimi anche negli uffici della F1 per comporre il calendario del gran finale, stravolto dalla ripresa del conflitto in Medio Oriente. È attesa a ore l’ufficialità di Sepang (4 ottobre) in sostituzione del Gp del Bahrein. Con Qatar e Abu Dhabi a rischio cancellazione, Liberty ha bisogno di disputare almeno 22 Gp per rispettare gli accordi commerciali, è spuntata anche un’ipotesi affascinante ma difficile: chiudere a dicembre a Imola. Per l’Italia sarebbe un sogno, ma è complicato dal fattore meteo in quel periodo e dalla logistica. Per questo si studiano alternative anche negli Usa. Incertezza su un Mondiale già pieno di suspense.
26 luglio 2026 ( modifica il 26 luglio 2026 | 14:26)
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