Dal 2025 il torneo canadese e quello di Cincinnati sono stati estesi a 12 giorni. Così per i top player diventa complicato giocarli tutti e due prima degli Us Open


Marco Iaria

Giornalista

26 luglio 2026 (modifica alle 18:34) – MILANO

La rinuncia di Jannik Sinner al torneo di Montreal è l’ennesimo schiaffo a un calendario talmente logorante da spingere i top player a rinunciare perfino ai tornei di maggior prestigio pensati proprio per loro: i Masters 1000. A causa dell’infortunio di Alcaraz (atteso a Cincinnati) e della decisione del 39enne Djokovic di centellinare le proprie presenze nel tour, la tappa canadese si ritrova senza tre top ten, con Zverev e Auger-Aliassime ai vertici del seeding. 

critiche—  

L’Open del Canada viene ospitato, a rotazione, nelle due principali città del Paese. L’anno scorso il direttore del torneo di Toronto, Karl Hale, bacchettò Sinner e Alcaraz, assenti anche allora, come Djokovic: “Jannik e Carlos dovrebbero guardare al nostro tour e impegnarsi a giocare i tornei più importanti. Ho detto loro: “Assicuratevi di partecipare al torneo del prossimo anno”. Sono fiducioso che ciò avverrà”. Come no… Il film si è ripetuto anche nel 2026. Stavolta la direttrice del torneo di Montreal, Valerie Tetreault, è stata più diplomatica: “Siamo molto delusi dal fatto che Sinner e Djokovic non saranno presenti in Canada, specialmente perché è il secondo anno consecutivo. Rispettiamo la loro decisione e capiamo che, con un calendario così impegnativo, la salute dei giocatori debba essere prioritaria. Crediamo che la frequenza delle rinunce last minute negli ultimi anni sia un campanello d’allarme. I Masters 1000 sono tra gli eventi più importanti del tour e i fan si aspettano di vedere i migliori tennisti al mondo. Crediamo fermamente che sia necessario introdurre dei cambiamenti per proteggere l’integrità dei Masters, pur rimanendo consci della realtà che affrontano i tennisti”. 

upgrade—  

Il peccato originale sta nel doppio “upgrade” dell’Open del Canada e del successivo torneo di Cincinnati, che l’Atp ha varato nel nome dello sviluppo dei Masters 1000. Le due tappe dell’estate americana sono state allungate entrambe a 12 giorni, una attaccata all’altra. Meno di una settimana di pausa, ed ecco gli Us Open. Il risultato? Nel 2025 è stato concepito un tour de force di 50 giorni, senza respiro, dal 27 luglio al 14 settembre, per chi, come Sinner, punta ad arrivare fino in fondo a tutte le competizioni. Quest’anno il torneo canadese inizierà una settimana più tardi (il 3 agosto) e l’arco temporale si è ridotto a 43 giorni, ma cambia poco: giocare due Masters 1000 da 12 giorni e uno Slam da 14, con appena una settimana di intervallo tra Cincinnati e New York, è troppo sfiancante per le stelle che mettono in cima all’agenda i Major, a maggior ragione considerando il clima opprimente dell’estate nordamericana (ricordate i ritiri in massa, compreso quello di Sinner, l’anno scorso a Cincinnati?).

salute—  

L’azzurro, in particolare, era già stato sottoposto a un massacrante preludio al Roland Garros, pagato a caro prezzo a Parigi. A Wimbledon si è invece presentato fresco e riposato, e i risultati si sono visti. Da qui la rinuncia a Montreal e la decisione di disputare soltanto Cincinnati prima degli Us Open. “La mia priorità è la salute”, ha detto Jannik: la necessità di preservare il fisico nel lungo periodo è più forte della tentazione di completare la collezione di Masters stagionali (ha vinto i primi cinque). Sinner si appresta a festeggiare l’82ª settimana al vertice della classifica, ma ha ancora 24 anni (il 16 agosto ne compirà 25) e vuole scrivere tante altre pagine di storia del tennis. “Dobbiamo essere bravi a non stressarlo troppo, solo così potrà durare nel tempo”, ha detto coach Vagnozzi. Ora spetta all’Atp trovare il giusto equilibrio tra la salute dei giocatori e i piani di crescita economica del circuito. Un equilibrio non facile, sul quale sta lavorando il presidente Andrea Gaudenzi, che punta a ottimizzare il calendario a partire dal 2028, quando entrerà in scena il decimo Masters 1000, in Arabia Saudita.