Roma, 26 luglio – L’assestamento  al Bilancio 2026-2028, approvato nei giorni scorsi a maggioranza dal Consiglio regionale della Lombardia, prevede tra le sue principali novità uno stanziamento di due milioni di euro per avviare già nel 2026 una sperimentazione sull’impiego di farmaci di ultima generazione contro l’obesità.

Il progetto sarà rivolto ai pazienti più fragili, selezionati sulla base delle loro condizioni cliniche e sociali. La misura rientra tra gli interventi sanitari finanziati dalla manovra regionale e fa della Lombardia la prima Regione italiana a sperimentare un modello strutturato di accesso ai farmaci innovativi per il trattamento dell’obesità, in un momento cruciale per la gestione di una malattia che – sottovalutata per molto anni – è stata recentemente riconosciuta in Italia, primo Paese al mondo, come patologia cronica, recidivante e progressiva, grazie alla Legge Pella, approvata il 1° ottobre 2025, che ha di fatto avviato un importante cambiamento nel modo in cui le istituzioni affrontano il problema dell’eccesso di peso e delle sue numerose complicanze.

Secondo le stime, in Lombardia vivono circa 880 mila adulti con obesità e oltre 2,6 milioni di persone in sovrappeso. Il fenomeno interessa anche l’età pediatrica: più di un bambino su quattro tra gli 8 e i 10 anni presenta una condizione di sovrappeso o obesità.
Numeri che ovviamente si traducono in un forte impatto sulla salute pubblica, per il significativo aumento del rischio correlato all’obesità di sviluppare numerose patologie croniche, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, insufficienza respiratoria, steatosi epatica, alcune forme di tumore e disturbi muscolo-scheletrici.

Da qui la decisione della Regione Lombardia di inserire il contrasto all’obesità tra le priorità della programmazione sanitaria, aprendo la strada a un percorso che punta non solo alla prevenzione, ma anche alla presa in carico terapeutica dei pazienti, partendo dai più fragili. Lo stanziamento iniziale di due milioni di euro consentirà l’accesso alle terapie farmacologiche più innovative per una selezione di pazienti considerati prioritari.

La Regione non punta a introdurre una rimborsabilità generalizzata dei nuovi farmaci anti-obesità, ma si propone di realizzare un modello organizzativo che permetta di valutare efficacia clinica, sostenibilità economica e criteri di appropriatezza prescrittiva. Si tratta, in altre parole, di verificare se investire precocemente nelle cure dell’obesità possa ridurre, nel medio e lungo periodo, i costi legati alle complicanze della malattia, comprese quelle associate al diabete di tipo 2.