Un GP d’Ungheria amaro per le rosse. L’inglese fa mea culpa per la penalità: “Sbaglio mio. Però non ho capito l’ultima sosta”. Il team principal: “Gara troppo caotica, abbiamo preso troppe decisioni sbagliate e siamo stati gli unici a perdere posizione in pista con Verstappen, le scommesse non hanno pagato”


Giorgio Burreddu

Collaboratore

26 luglio – 18:43 – MILANO

Lewis Hamilton non si nasconde e sa che quella dell’Ungheria è un’occasione persa: “Questo weekend avremmo sicuramente dovuto vincere”. Invece la Ferrari lascia Budapest con l’amaro in bocca e un carico di rimpianti. La pausa estiva arriva proprio nel fine settimana in cui il tracciato ungherese sembrava poter rappresentare il terreno ideale per le Rosse di Maranello. Cosa resta, allora? Restano anche gli errori di Hamilton. A 41 anni e con sette titoli mondiali alle spalle, il britannico continua ad accumulare penalità in una stagione fin qui complicata sotto questo aspetto. Dopo la sanzione rimediata sabato in qualifica per l’impeding ai danni di Oscar Piastri, che aveva portato a quattro il conto delle penalità negli ultimi sei weekend, in gara è arrivato un nuovo episodio. A spiegare l’accaduto è stato anche Fred Vasseur: “Oggi è un dato di fatto. Eravamo 8,6 km/h oltre il limite in pit lane. Non è un’infrazione enorme, ma è comunque oltre il limite. La misurazione della velocità è automatica: è bianco o nero”.

responsabilità—  

Hamilton, però, si assume ogni responsabilità. “L’ultima gara è stata colpa mia e anche oggi è stata colpa mia. Quindi non ho nulla da rimproverare al team”. Il pilota inglese, tuttavia, ha espresso qualche perplessità sulle scelte strategiche del muretto: “Oggi penso che non avremmo dovuto fare una sosta in più, perché abbiamo ceduto la seconda posizione, abbiamo perso la posizione in pista e non ho capito perché”. Nonostante il quinto posto finale, Hamilton vede anche gli aspetti positivi, a partire dai progressi mostrati dalla SF-26. “Abbiamo fatto dei buoni progressi. Credo però che questo weekend io e Charles sapessimo di avere una macchina da portare nelle prime tre posizioni. Invece siamo arrivati quarti e quinti. Non è stata un’esecuzione perfetta”. A pesare sul risultato è stata anche una gestione strategica che non ha convinto. Durante la sosta supplementare richiesta dal team, Hamilton ha ricevuto un’altra penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in corsia box. Un errore costato una posizione al traguardo, con Charles Leclerc che lo ha preceduto in classifica. Via radio il britannico ha sfogato la propria frustrazione: “Ogni volta che do una possibilità a questi steward, mi danno una penalità”. 

nessuna attenuante—  

Nemmeno Fred Vasseur cerca attenuanti. “Non è un buon risultato, senza dubbio. Quando fai primo e secondo il venerdì, ti aspetti molto di più di un quarto (con Leclerc) e quinto posto”. Il team principal della Ferrari ha poi analizzato una domenica ricca di errori: “È stata una gara troppo caotica per noi: brutta partenza, poi la penalità a Lewis, il pit stop che non è stato perfetto e un passo un po’ caotico tra una macchina e l’altra. È vero per noi, ma credo che in parte sia stato così anche per gli altri. È difficile interpretare la gara, perché Max ha fatto 37 giri con le soft. Le condizioni erano le stesse per tutti e dobbiamo minimizzare gli errori. Oggi non lo abbiamo fatto”. Sul piano del campionato il bilancio resta comunque positivo, almeno rispetto alla Mercedes. “Non è un disastro perché facciamo comunque più punti della Mercedes – sottolinea Vasseur – però potevamo fare molto di più ed è un peccato”. 

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gli errori si pagano—  

Il nodo principale è stato ancora una volta il comportamento degli pneumatici. Alla domanda sulla possibilità di replicare la lunga gestione delle gomme soft di Verstappen, Vasseur è stato chiaro: “No, perché quando ci siamo fermati noi era un po’ prima di Max e ci sembrava troppo ambizioso arrivare fino alla fine con quella gomma. Poi la realtà si è dimostrata diversa. Non abbiamo avuto l’opportunità di fare long run con tutte e tre le mescole nelle prove libere, quindi abbiamo fatto delle scommesse. E le scommesse non hanno pagato. Credo che la scelta di partire con le soft fosse corretta, ma probabilmente la strategia migliore sarebbe stata soft-soft-hard, non quella che abbiamo adottato”. Il rammarico finale del team principal riassume perfettamente il weekend della Ferrari: “La doppietta l’abbiamo fatta, ma venerdì. Non oggi. Oggi non è stata una buona giornata. Abbiamo commesso troppi errori, preso troppe decisioni sbagliate e siamo stati gli unici a perdere posizione in pista con Verstappen. Non tutto è andato nella direzione giusta. Il passo era discreto, ma il livello della competizione è talmente alto che non concede alcun margine. Su una pista come questa, appena perdi la posizione, diventa quasi impossibile recuperare”.