Per rilanciare il comparto lattiero-caseario, messo in difficoltà dai crescenti costi energetici, dagli elevati costi di produzione e dalle mutate condizioni climatiche, la regione Lazio ha deciso di sostenere il mercato sul lato dell’offerta.
Pubblicato il bando
La misura individuata dalla giunta Rocca, grazie alla delibera approvata lo scorso maggio, è quella del nuovo bando “Fresco Lazio 2026”. Il provvedimento prevede il rimborso, a fondo perduto, di 0,75 euro per ogni litro di latte fresco bovino che viene acquistato. A condizione che sia “Made in Lazio”. Ne può giovare un ampio ventaglio di attività impegnate nella ristorazione, nella trasformazione e nel commercio alimentare.
Come usufruirne e chi può farlo
Il bando è a sportello fino ad esaurimento. Ogni impresa potrà presentare fino a due domande, nel limite complessivo massimo di 5.000 euro. Gli acquisti dovranno essere documentati attraverso le relative fatture e quietanze di pagamento e saranno ammesse esclusivamente le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda. Il minimo che si può richiedere di rimborso è invece fissato nella somma di 500 euro. Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 9 di lunedì 27 luglio 2026, esclusivamente attraverso la procedura telematica messa a disposizione dalla Regione Lazio, con accesso tramite SPID, CIE o TS/CNS.
Tra i beneficiari de bando appena pubblicato figurano ristoranti, agriturismi, gelaterie, pasticcerie, bar, alberghi, mense, attività di catering e imprese della trasformazione alimentare.
Un sostegno alla domanda per aiutare il comparto
“Con Fresco Lazio 2026 – ha spiegato l’assessore all’agricoltura Giancarlo Righini- interveniamo concretamente a sostegno di una filiera strategica per l’agricoltura e l’economia della nostra regione. Mettiamo a disposizione 1,5 milioni di euro con un duplice obiettivo: sostenere la domanda di latte fresco prodotto nel Lazio e, attraverso questa, tutelare il lavoro e il reddito dei nostri allevatori e delle imprese del comparto.
Il settore lattiero-caseario ha dovuto affrontare anni complessi, segnati dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia e dalle difficoltà determinate anche dalle condizioni climatiche – ha riconosciuto l’assessore Righini – Per questo riteniamo fondamentale continuare ad accompagnare le nostre aziende con strumenti semplici e risorse concrete, favorendo al tempo stesso un rapporto sempre più stretto tra produzione agricola, trasformazione, ristorazione e consumo. Scegliere un prodotto del Lazio significa sostenere un’intera filiera, creare valore sul territorio e difendere ’identità del nostro sistema agroalimentare e consumare prodotti di qualità”.