Sono case “borghesi” di grande qualità, quelle progettate in zona Arena tra gli anni Cinquanta e Sessanta da Asnago e Vender. Raccontano della Milano del Dopoguerra e rappresentano un abitare fatto di misura, continuità spaziale e raffinata semplicità. La loro è una modernità silenziosa, che ha attraversato il tempo. Ma il tempo, soprattutto nelle abitazioni, lascia inevitabilmente tracce, sedimenta trasformazioni, sovrappone storie e, infine, riscrive spazi. Così è accaduto in un appartamento di circa 160 metri quadrati, progettato dai due maestri milanesi, in cui una ristrutturazione degli anni Ottanta aveva compromesso la definizione dell’impianto originario, frammentando gli spazi e indebolendone il senso di continuità (anche concettuale). È partendo da questi presupposti che ha preso forma il progetto di Paolo Frello & Partners. Volto a reinterpretare l’eredità di Asnago e Vender, attraverso un linguaggio dichiaratamente contemporaneo, l’intervento si è sviluppato a partire dall’uso del colore, promosso a principale strumento di riscrittura dello spazio.

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Matteo Imbriani

elegant interior with a modern bar area and geometric design elements.pinterest

Marco Reggi

Il blu profondo che avvolge pareti, soffitti e porte non è una semplice scelta decorativa. È una materia immateriale che ridefinisce la percezione dell’architettura, dilata e comprime il senso dei volumi, accompagna lo sguardo e costruisce un’atmosfera avvolgente. Dialoga con il rigore dell’involucro originario senza entrare in competizione con esso. La chiarezza spaziale di Asnago e Vender viene reinterpretata attraverso una nuova distribuzione che ribalta l’assetto della precedente ristrutturazione, penalizzato da una serie di ambienti poco comunicanti. Il nuovo impianto, molto più fluido, si organizza attorno a un elemento inaspettato: una bussola circolare che diventa il cuore della casa, separando e al tempo stesso connettendo zona giorno e zona notte.

modern hallway with frosted glass sliding door and black herringbone floorpinterest

Marco Reggi

modern dining room with round table, black chairs, artwork, and glass sliding doors.pinterest

Marco Reggi

Attorno a questo fulcro si sviluppa una sequenza di spazi continui, enfatizzata dal parquet in rovere scuro posato a spina, che accompagna il percorso senza interruzioni. La nuova casa riflette lo stile di vita dei proprietari, una coppia che ama ricevere e immaginare gli interni come scenari di condivisione. Da qui il richiamo alle atmosfere dei club anni Settanta, evocato attraverso materiali, arredi e cromie. Il volume monolitico della cucina, in acciaio inox, riflette il blu delle superfici, mutando con la luce, quasi fosse un’installazione. Poco distante, un elemento su misura (guardaroba e lampada insieme), realizzato in metallo e vetro cannettato curvo, introduce uno dei temi ricorrenti del progetto: la progressiva dissoluzione del confine tra architettura, arredo e oggetto.

modern kitchen with blue decor, large pendant light, red artwork, and vase with flowers on table.pinterest

Marco Reggi

modern navy blue kitchen with wine fridge and sink.pinterest

Matteo Imbriani

Anche il soggiorno è costruito come una sequenza di episodi. La zona pranzo mantiene una continuità cromatica con la cucina, mentre il living assume un carattere più raccolto, grazie a una libreria dalla geometria concava che scolpisce la parete, trasformandola in una quinta scenografica. I divani Soriana, disegnati da Afra e Tobia Scarpa nel 1969, dialogano con tavolini e mobili progettati ad hoc, dove radica, bronzo, vetro fumé e superfici laccate reinterpretano il gusto degli anni Settanta attraverso un linguaggio attuale, al riparo da ogni citazione letterale. Nella zona notte il progetto cambia registro. Le armadiature rivestite in tessuto trasformano le pareti in superfici morbide e continue, mentre una grande porta scorrevole a specchio nasconde l’accesso alla cabina armadio e amplifica la profondità degli ambienti.

modern bedroom with open wardrobe featuring clothes and storage drawers.pinterest

Marco Reggi

Anche i bagni raccontano una duplice identità: uno più scuro e avvolgente, quasi monolitico, l’altro più luminoso e caldo, costruito attorno a una vasca inserita in una nicchia curva. Il bagno degli ospiti introduce infine un’ulteriore variazione narrativa, grazie alla carta da parati orientale che aggiunge un deciso accento decorativo. L’architettura di Asnago e Vender resta il fondale per un nuovo racconto, in cui il colore diventa struttura invisibile dello spazio. Guida i percorsi e costruisce un’esperienza percettiva in grado di trasformare la casa in un paesaggio domestico denso, sofisticato e sorprendentemente contemporaneo.

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Headshot of Marco Valenti

Architetto romano animato da una innata vocazione cosmopolita e da una sfrenata curiosità, considera il design la sua personale lente di ingrandimento per interpretare il flusso di cambiamenti sociali e culturali che attraversa il nuovo millennio. Alterna l’amore per la progettazione alla passione per il racconto, nella convinzione che la parola possa contribuire a sciogliere le intricate dinamiche del processo creativo. Interessato da sempre all’interior design e alle connessioni tra comunicazione e architettura, si occupa delle relazioni tra spazio e immagine, lavorando sull’intersezione tra moda, food, arte e interni.