Sarà la più grande mostra dedicata a Correggio fuori dai confini nazionali. Un evento di portata storica in cui l’artista che a Parma ha realizzato i suoi più importanti capolavori verrà celebrato come un vero e proprio maestro del Rinascimento. «Correggio. Profondamente umano», alla Pinacoteca dei maestri antichi di Dresda, dal 19 settembre al 10 gennaio, rappresenta un omaggio totale a un artista ancora poco conosciuto soprattutto all’estero, ma che si può, senza tema di smentita, annoverare tra i grandi nomi del Rinascimento italiano al pari di Michelangelo e Raffaello.

Le opere del museo
In Germania si trovano cinque dei circa 60 dipinti dell’Allegri sparsi nel mondo. Quattro sono esposti proprio alla Pinacoteca di Dresda e sono tra i più significativi: «L’Adorazione dei pastori» o «La Notte», «La Madonna di San Francesco», «La Madonna di San Giorgio» e «La Madonna di San Sebastiano», sottoposta a un restauro complesso e meticoloso durato tre anni, che sarà presentata al pubblico proprio in questa occasione.
Il Gabinetto delle incisioni di Dresda conserva inoltre tre disegni originali che ben raccontano le diverse fasi creative del maestro, oltre a numerosi esempi di riproduzioni grafiche ispirate alle sue opere, a riprova del segno lasciato e della lezione impartita ai suoi contemporanei e agli artisti venuti dopo di lui. In esposizione anche numerosi dipinti in arrivo dai più importanti musei d’Europa tra cui il «Noli me tangere» dal Prado di Madrid, «Danae» dalla Galleria Borghese di Roma sono solo due esempi.

L’installazione immersiva
Non sarebbe stato possibile raccontare Correggio senza mostrare i capolavori di Parma. Perciò gli organizzatori realizzeranno un’installazione immersiva fatta di immagini, luci e suoni in cui i visitatori potranno trovarsi all’interno delle «nostre» cupole (Duomo e San Giovanni Evangelista) e all’interno del pergolato verdeggiante della Camera di San Paolo, riprodotte con la tecnica della fotogrammetria grazie al lavoro fotografico svolto in città da Jacob Franke, inviato a Parma dal museo di Dresda.
Ma non solo questo. Saranno allestite postazioni multimediali interattive che permetteranno di entrare nell’universo creativo dell’artista non solo emotivamente ma anche intellettualmente.
L’obiettivo della complessa macchina espositiva è offrire agli spettatori un’esperienza che renda la storia dell’arte viva, comprensibile, tangibile e sorprendete grazie alle moderne tecnologie.

L’artista
Antonio Allegri detto Correggio (Correggio 1489 – Correggio 1534) nella sua vita ha realizzato una sessantina di tele e tre grandi affreschi nella nostra città. Quando Tiziano visitò la cattedrale, di fronte alla portentosa opera di un Correggio all’apice della sua maturità, commentò dicendo ai committenti che avrebbero dovuto rovesciare la cupola e riempirla d’oro, quindi consegnare il contenuto all’artista che l’aveva affrescata. Correggio, penalizzato dalla scelta di lavorare in provincia e non nelle città capitali del Cinquecento, è rimasto a lungo nell’ombra, nonostante apprezzamenti illustri tra cui quelli di Vasari. Definito «pittore della luce», per la sua abilità nel «costruire» spazi illusori attraverso l’uso del colore e per la rappresentazione della dimensione divina attraverso abbaglianti scene cariche di espressività mistica, ha fornito magistrali prove artistiche grazie all’abilità nel creare personaggi trepidanti di vita, calati nella realtà, vibranti di emotività, vicini ad ogni essere umano. Da qui il sottotitolo «Profondamente umano» scelto dai curatori.
La mostra di Dresda sarà un’occasione unica per riscoprire Correggio e un motivo di grande orgoglio per la nostra città che custodisce un tesoro di incommensurabile valore storico e artistico che grazie alla mostra di Dresda sarà presentato non solo alla Germania, ma al mondo intero.
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