di
Giulia Taviani
Il sospettato aveva 21 anni. Sabato 25 luglio si è gettato con un van bianco contro la folla vicino a Tiergarten, dove erano in corso le celebrazioni del Pride di Berlino. Una donna è morte e 25 persone sono rimaste ferite
È morto il presunto responsabile dell’attentato al Pride di Berlino, un uomo di 21 anni di nome Adbul Ballout. La polizia ha fatto irruzione in un capanno da giardino nel quartiere berlinese di Spandau, dove Ballout attendeva armato. Secondo le dichiarazioni delle forze dell’ordine al momento del blitz il 21enne «è corso verso gli agenti con un arma da taglio in mano». Da lì sarebbe nato uno scontro a fuoco in cui il sospettato è rimasto ucciso, come confermato dalle autorità su X. Ballout era un cittadino tedesco di origini libanesi.
Nell’attentato, che il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha definito «terroristico islamista», è morta una donna mentre almeno altre 29 persone sono rimaste ferite. Nessuno è in pericolo di vita.
Durante la conferenza stampa Dobrindt ha anche sottolineato che «non possiamo escludere la possibilità che possano avvenire altri attacchi terroristici. Non è una cosa solita in questa circostanze, ma non si può escludere».
In mattinata le autorità hanno anche annunciato di aver arrestato un complice. Si tratta di un uomo iraniano che era con lui sul van bianco che ha investito i partecipanti al Pride e poi si è scontrato contro un albero nel Tiergarten, il parco pubblico dove era in corso l’evento.
La dinamica dell’attentato
L’attentato è avvenuto nella sera di sabato 25 luglio. Nel Tiergarten era in corso la seconda giornata del Pride di Berlino – anche conosciuto come Christopher Street Day. Il palco era stato allestito dietro alla Porta di Brandeburgo.
Verso le 22 gli organizzatori hanno interrotto le esibizioni, facendo evacuare la zona e chiedendo ai giovani presenti di «dirigersi direttamente a casa». Poco prima, Abdul e il suo complice si erano scagliati ad alta velocità, con un «van di colore bianco», sulla folla nei pressi della Lennestrasse, una delle strade che costeggia il fianco sud del parco, per poi scontrarsi contro un albero. Secondo un comunicato stampa del sindaco di Berlino, l’attacco è avvenuto «lontano dall’area ufficiale del Pride» che in quel momento era alla sua seconda giornata di festeggiamenti.
Secondo Dobrindt, dopo aver investito la folla, Ballout ha usato un machete o «un altro strumento contundente» per aggredire i passanti, causando gravi ferite. La vittima è una donna, di cui non si conosce ancora l’identità, mentre la Farnesina ha fatto sapere che non ci sono italiani tra i feriti.
Chi è l’attentatore
Non è ancora chiaro il movente, si sa però che l’uomo – ricercato in Germania e in altri sei Paesi – era già stato condannato nel maggio scorso dal tribunale del Tiergarten a un anno e dieci mesi di reclusione per la preparazione di un grave attentato di violenza contro lo Stato. Era però tornato in libertà a fine maggio, dopo un breve periodo di custodia cautelare. Domani avrebbe dovuto presentarsi a un appuntamento di consulenza per la de-radicalizzazione.
Ma non solo, secondo un’inchiesta congiunta della Süddeutsche Zeitung e delle emittenti Ndr e Wdr – come sottolinea Monica Sargentini in questo profilo dell’attentatore – Ballout era classificato dalle autorità come Gefährder, un estremista ritenuto capace di commettere gravi atti di violenza. Avrebbe tentato di raggiungere la Siria per unirsi allo Stato Islamico e, al rientro dal Libano alla fine del 2025, sarebbe stato arrestato all’aeroporto di Berlino.
Ballout – nato in Germania nel 2005 ma con origini libanesi, la madre ha ottenuto la cittadinanza nel 2002 – viveva a poche centinaia di metri a sud di Potsdamer Platz, dove sabato sera si è svolta la parata. Il luogo dell’attentato, invece, si trova a circa un chilometro di distanza.
La polizia ha perquisito un appartamento in via Bissingzeile, nel quartiere Tiergarten, ma non ha trovato nessuno.
L’arresto di un presunto complice
La polizia tedesca ha inoltre arrestato un presunto complice, un uomo di nazionalità iraniana, poco più grande di Ballout, che non è ancora chiaro se fosse a bordo del furgone con lui. A diffondere la notizia è il giornale tedesco Rbb. Parlando alla Bbc, il portavoce della polizia di Berlino Florian Nath ha dichiarato che «non sappiamo se ci fossero complici o persone che lo hanno sostenuto».
Nath ha aggiunto che da ieri sera più di mille agenti di polizia stanno lavorando al caso, precisando che diverse persone sono già state sentite, «alcune delle quali sono state anche poste in stato di fermo. Tuttavia, la polizia deve accertare motivi concreti di sospetto nei confronti di questi individui. Se non ci riusciranno, queste persone dovranno essere rilasciate dopo 48 ore».
Intanto più di mille persone si sono riunite a Pariser Platz, vicino alla Porta di Brandeburgo, per esprimere solidarietà alla comunità Lgbtq+. «Vorrei dire ai partecipanti al CSD qui a Berlino e in tutta la Germania: non lasciatevi intimidire, non lasciamoci intimidire» ha dichiarato il cancelliere tedesco Merz presso la chiesa di Santa Maria in Karl-Liebknecht-Strasse poco prima di una funzione commemorativa.
26 luglio 2026 ( modifica il 26 luglio 2026 | 19:52)
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