«Angelo, di nome e di fatto». La voce, dall’altra parte della cornetta, si spezza: «L’ho amato per questo: per la sua generosità, la sua capacità di aiutare gli altri».
Angelo Incardona, il fruttivendolo-artista di via Mascagni, è improvvisamente scomparso ieri mattina all’età di 64 anni (ne avrebbe compiuti 65 a novembre). A ricordarlo è la sua compagna, Maria Morelli. Che si stringe al ricordo e alla fede, insieme ai familiari tra cui la sorella Patrizia e il nipote Luca.
«Angelo, il mio Angelo, una persona straordinaria – racconta Maria -. Tutti lo adoravano anche in quartiere. I bimbi guai per lui. Un sorriso, una parola buona. Un disegno.
Basta entrare nella sua «bottega» per capire. Oltre alla frutta, alla verdura e ai prodotti, tra gli scaffali si fanno spazio i ritratti a gessetto o acquerello dei suoi clienti. Da sempre, da quando nel 2010 ha aperto il negozio in quella «costola» di via Zarotto.
Lì dove i suoi vicini di negozio lo hanno conosciuto. «Angelo era qui da quindici anni, era un punto di riferimento per tutti – raccontano dalla Tabaccheria Pedrazzoni-. La gente gli voleva bene davvero, sapeva entrare subito in relazioni con i clienti. Una bella persona. I suoi ritratti erano diventati famosi in tutto il quartiere (e non solo).
Qualcuno, quei bellissimi ritratti, li commissionava anche tramite Whatsapp. Così Angelo si metteva all’opera, gratuitamente, senza ricevere un centesimo: «Questo è un dono concesso dal Cielo, non ci posso lucrare», ripeteva sempre.
Originario di Francofonte, in provincia di Siracusa, dove aveva dei meravigliosi agrumeti, è arrivato a Parma per continuare la sua attività di fruttivendolo. L’insegna, però, ha continuato a rendere omaggio alle sue radici: «Il produttore Sicilia». Nel 2017, la Gazzetta di Parma gli aveva dedicato un articolo, proprio per raccontare l’animo buono e l’estro di questo fruttivendolo speciale. «Ognuno di noi ha dei “tasti dentro” – aveva spiegato Angelo nell’intervista – basta solo scoprirli».
Una sensibilità speciale, la sua. Che ha trovato spazio anche nella musica. Un’alta grande passione. «In casa aveva l’attrezzatura professionale per registrare – racconta la compagna -, scriveva e componeva canzoni. E subito arriva al cuore una melodia: «Casa mia», è il titolo. «Era una canzone per me – ammette Maria -. Perché io ho sempre detto che Parma è la città più bella e lui per prendermi in giro controbatteva dicendo che, invece, la migliore era la sua».
Arriva come un fulmine il ricordo del loro primo incontro: «Ci siamo conosciuti a casa mia, con il gruppo di preghiera. E da lì è continuato tutto». La fede ha accompagnato entrambi, da sempre. E ora diventa più che mai conforto e speranza. Il rosario si celebrerà oggi alle 20 nella chiesa dell’Oratorio dei Rossi, in via Garibaldi. Per salutare chi ha saputo strappare sorrisi, dare conforto, vivere con amore e generosità. Lui, Angelo.
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