Ravenna, 27 luglio 2026 – La gestione del ciclo dei rifiuti nel territorio ravennate affronta un passaggio delicato, volto a conciliare gli obiettivi ambientali con la sostenibilità economica delle bollette. La novità più immediata per l’utenza riguarda l’interruzione, a partire da luglio, della distribuzione gratuita dei sacchetti per l’organico presso le stazioni ecologiche e i punti di raccolta. La misura, indicata da Atersir, Hera e dalle amministrazioni comunali, punta a stimolare il riutilizzo delle shopper compostabili della spesa e a ridurre la produzione di scarti, ma rappresenta anche un intervento mirato a contenere i costi complessivi del Piano economico finanziario del servizio.
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“Il sistema avviato nel 2021 con il nuovo contratto ha portato la media provinciale di differenziata all’80%”
A illustrare la situazione è Valentina Palli, presidente della Provincia di Ravenna, sindaca di Russi e referente in Atersir per i Comuni ravennati. “Il sistema avviato nel 2021 con il nuovo contratto ha portato la media provinciale di differenziata all’80% – spiega –. Un modello virtuoso che però comporta costi significativi. Anche se con costi più bassi rispetto a quelli indicati da Arera, in questi anni abbiamo registrato aumenti sistematici dovuti all’inflazione e al periodo covid. All’epoca ponemmo un limite agli incrementi, spalmandoli nel tempo. Il nostro intento è riguardare le condizioni contrattuali proprio per calmierare la spesa”.

Raccolta dei rifiuti (foto d’archivio)
Stop alla distribuzione dei sacchetti
Il blocco della distribuzione dei sacchetti risponde a questa logica di contenimento. “Non fa piacere togliere un servizio – ammette Palli -, ma si tratta di una voce immediatamente aggredibile, mentre intervenire su altri fattori significherebbe riorganizzare da capo il servizio. Questa scelta ha permesso un risparmio di due milioni di euro nel bacino di Ravenna e Cesena, limitando l’aumento in bolletta a tre euro anziché cinque. Politicamente ci stiamo interrogando sulla tenuta dei numeri e sulla futura organizzazione”.
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Emergono anche criticità sui tempi di gestione dei dati. “I documenti di Hera passano ad Atersir, ma a noi l’analisi del Piano economico finanziario giunge troppo tardi, talvolta a pochi giorni dal voto”, precisa la presidente. “Questo non consente i passaggi opportuni con il mondo economico e i sindacati”.
Tari media in regione 284 euro contro i 340 italiani
Sul piano tariffario, i report evidenziano una situazione ancora favorevole rispetto alla media nazionale: in regione la Tari media è di 284 euro contro i 340 italiani, con una differenziata al 77% contro il 66%. Nel confronto interno, Cesena è prima e Ravenna terza, entrambe sotto la media, pur risentendo del caro carburante e dei rinnovi contrattuali delle cooperative.
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Dal canto suo, il Consiglio locale di Atersir ha approvato il Pef per non pregiudicare l’attività, ma ha espresso forte apprensione per l’incremento dei costi su famiglie e imprese. Pur confermando il valore del porta a porta, l’ente evidenzia la necessità di disporre di tempi adeguati per l’analisi documentale. Atersir auspica l’avvio di una riflessione sul sistema per coniugare gli obiettivi ecologici e la sostenibilità economica.
