di
Alessandra Muglia
Roghi devastanti e fuori controllo: oltre 300mila persone costrette a lasciare le proprie case per fuggire dalle fiamme nei due Paesi
Vasti incendi stanno devastando la Francia e la Spagna e la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente con l’aumento delle temperature previsto per questa settimana, avvertono le autorità.
In Francia, i vigili del fuoco lanciano l’allarme per una situazione da «Davide contro Golia» nella città sud-occidentale di Bordeaux, dove un incendio si trova a soli 15 chilometri da un centro abitato di 850mila persone. Il rogo nella regione della Gironda ha generato un gigantesco temporale di fuoco alimentato dai propri venti e dai fulmini. La Federazione nazionale dei vigili del fuoco parla di un fenomeno mai osservato con tale intensità: un pirocumulonembo, una nube di fuoco che alimenta nuovi roghi. Un incendio che crea il proprio clima. Le previsioni meteo nel sud-ovest della Francia annunciano una nuova ondata di caldo: «Le prossime ore possono essere difficili», ha avvertito il premier Sebastien Lecornu. Il presidente Emmanuel Macron tiene questa mattina una riunione di crisi con i ministri.

La Spagna è alle prese con l’ondata di incendi boschivi «più grande e complessa» della sua storia: oltre 80mila ettari in fumo finora e più di centomila persone costrette a lasciare le proprie case per sfuggire alle fiamme. Raffiche di vento fino a 30 chilometri orari complicano il lavoro dei vigili del fuoco impegnati da giorni a lottare contro i roghi che stanno divorando migliaia di ettari in più punti del Paese: ai primi incendi divampati nell’area centrale, che hanno portato alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale a Madrid, Ávila e Toledo, nel fine settimana si sono aggiunti quelli verso la costa, a Castellón e Valencia.
Alcuni roghi vicino a Madrid nella notte sono stati rallentati, ma la situazione resta ancora molto grave vicino a Toledo, Valencia e nella regione di Ávila, dove continuano ad avanzare. L‘incendio di Ávila in particolare è il più esteso mai registrato nella storia recente del Paese con oltre 50mila ettari devastati. La particolarità di questi incendi risiede non soltanto nella loro propagazione estremamente veloce ma anche nel numero insolitamente elevato di evacuazioni: 90mila a Madrid, Ávila e Toledo, e altre 15mila a Valencia.
Per far fronte a un’emergenza senza precedenti la Guardia Civil ha schierato la sua unità mobile d’elite. «Non ci siamo mai trovati di fronte a un numero così elevato di evacuazioni». Si tratta di intere città e villaggi, alcuni anche piuttosto grandi. Siamo in una situazione estrema», hanno confidato a El Mundo alcuni operatori sul posto.


L’incendio di Avila è il più esteso mai registrato nella storia recente del Paese: ha già devastato oltre 50 mila ettari. L’altro focolaio in questo momento si trova nella regione di Valencia, nella Vall d’Uixò, a Castellón. Qui le fiamme hanno bruciato circa 6.500 ettari e 16.000 persone sono state evacuate. Il premier spagnolo Pedro Sánchez, atteso oggi nelle zone colpite da questo rogo, ha intanto annunciato lo stanziamento di 10 milioni di euro per finanziare la creazione di nuovi rifugi climatici, compresi i centri educativi, per aiutare la popolazione a sopportare meglio le alte temperature. Da inizio anno gli incendi in Spagna «hanno distrutto 150mila ettari, e 13 persone sono morte», a causa del caldo hanno perso la vita oltre «3.800 persone», «i dati sono chiari, l’emergenza climatica uccide» ha detto il premier spagnolo. «Per questo», ha proseguito il leader socialista, «non basta affrontare le conseguenze», ma dobbiamo «ridurre le cause, anticipare gli effetti e preparare meglio il nostro Paese per proteggere la vita delle persone».
Intanto Letizia di Spagna e il re Felipe VI hanno interrotto le vacanze a Palma di Maiorca per volare al palazzetto dello sport di Villamanta, alle porte di Madrid dove hanno incontrato le centinaia di persone evacuate dai vicini centri abitati, costrette a lasciare le proprie abitazioni dall’oggi al domani.
27 luglio 2026 ( modifica il 27 luglio 2026 | 13:10)
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