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Alberto Giulini e Alfio Sciacca, inviato

Dopo gli scontri costati un milione di danni anche il capo della Polizia nei luoghi degli assalti con il questore Gambino e il prefetto Cafagna. Controlli sulla rete stradale e al campeggio dei No Tav. Il Piemonte «parte civile»

La premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sono stati in visita al cantiere Tav di Chiomonte, il più grande della Valle di Susa e anche quello che sabato ha subito i maggiori danni dagli attacchi degli antagonisti di sabato pomeriggio. 

Summit a Chiomonte

Meloni e Piantedosi, dopo l’arrivo in aeroporto a Torino Caselle, sono saliti su due distinti elicotteri per raggiungere Chiomonte: il ministro su di un primo velivolo verso le 10.30, la presidente del Consiglio su di un secondo verso le 10.45.  Poco prima dell’arrivo, Meloni e Piantedosi hanno effettuato un sorvolo dell’area del cantiere. Ad attenderli sul posto il capo della Polizia, Vittorio Pisani, il questore di Torino, Massimo Gambino, e il prefetto del capoluogo piemontese Donato Cafagna. Le autorità hanno incontrato il personale delle forze dell’ordine impegnato nelle attività di vigilanza e sicurezza del cantiere e visitato le strutture danneggiate alla presenza degli operai e dei rappresentanti della Telt. Nel pomeriggio si terrà negli stessi luoghi una visita riservata ai giornalisti, guidati da personale Telt.



















































Meloni in Val Susa: «No Tav? Violenza organizzata». Schlein: «Da noi mai tentennamenti, il governo strumentalizza». Controlli a tappeto a Venaus

Controlli a  tappeto

Intanto, una lunga fila indiana, con i documenti in mano pronti da mostrare alle forze dell’ordine che filmano tutti. Sono capillari, qualcosa di mai visto da queste parti, i controlli a tappeto e l’identificazione dei manifestanti che hanno preso parte alla tre giorni del «Festival dell’alta felicità» che si è chiuso ieri.

Incolonnati per ore sotto il sole. Tutti i manifestanti che lasciano la spianata di Venaus vengono identificati. Uno spiegamento di forze impressionante. Decine anche i posti di blocco alle strade d’accesso a Venaus e quelle che portano verso la Francia. Vengono fermate auto, moto, furgoni e camper. Tutto. 

Meloni in Val Susa: «No Tav? Violenza organizzata». Schlein: «Da noi mai tentennamenti, il governo strumentalizza». Controlli a tappeto a Venaus

Le operazioni di controllo stanno coinvolgendo i vertici della questura torinese: quasi tutti i dirigenti sono impieganti nei controlli in Val di Susa. Ma partecipano anche agenti arrivati da altre regioni. Scattano i primi fermi: sono tutti stranieri e la loro posizione è al vaglio della Procura di Torino. A fine mattinata si sarebbe già superata quota 800 identificati.  

Meloni in Val Susa: «No Tav? Violenza organizzata». Schlein: «Da noi mai tentennamenti, il governo strumentalizza». Controlli a tappeto a Venaus

Schlein: «Condanniamo violenza senza se e senza ma»

Al termine della visita la premier ha dichiarato: «Centoventi operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti negli scontri di sabato scorso contro l’infrastruttura dell’Alta velocità Torino-Lione. Uno scenario che si vede molto bene qui dietro, non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione. Ma questo non è dissenso, questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata».

Sull’argomento è intervenuta anche la segretaria del Pd Elly Schlein a L’Aria che tira, su La 7: «Abbiamo visto violenze inaccettabili, gravi, che non si giustificano mai, noi condanniamo la violenza senza se e senza ma. Violenze che hanno colpito molti agenti, a cui il pd ha dato solidarietà e
vicinanza
. Abbiamo sempre condannato ogni forma di violenza, senza esitazioni e senza tentennamenti».

Cirio: «Il Piemonte sarà parte civile»

Poco prima dell’atterraggio la premier aveva sentito al telefono Alberto Cirio: «Le ho comunicato la decisione assunta oggi dalla Giunta regionale di costituirsi formalmente parte civile nei procedimenti che seguiranno agli scontri – ha spiegato il presidente del Piemonte -. La prima stima dei danni diretti ai cantieri supera il milione di euro, più un danno all’immagine della Valsusa e dell’intero Piemonte in piena stagione turistica. Chi devasta beni pubblici e mette a rischio la sicurezza delle persone deve rispondere delle proprie azioni».

Il questore: «Laboratorio di guerriglia»

A scuola di guerriglia in Piemonte. È la denuncia del questore di Torino Massimo Gambino a due giorni dagli scontri al cantiere di Chiomonte. «Vogliono far diventare la Val di Susa il laboratorio europeo della guerriglia urbana, noi non lo consentiremo», ha spiegato Gambino ai microfoni del Tg1. «Si è verificata una escalation di azioni di guerra – sottolinea il questore -. Non è stato ieri un esercizio della libertà di manifestazione, ma semplicemente violenza. La nostra risposta a queste violenze è di massima fermezza e le indagini sono in corso per assicurare i responsabili alla giustizia». Il bilancio degli scontri del 25 luglio nei cantieri della Torino-Lione registra 126 feriti tra le forze dell’ordine, circa 1 milione di euro di danni stimati. 

Le indagini: fermati 4 antagonisti

Sul fronte dele indagini oltre 430-450 persone sono state identificate dalle autorità grazie a foto dai droni e blocchi stradali, in particolare alle uscite da Venaus. Di lunedì mattina la notizia che quattro antagonisti di nazionalità straniera, probabilmente appartenenti al cosiddetto «Blocco Nero» sono stati fermati dagli investigatori della polizia di Stato della Questura di Torino. Le indagini coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano al momento per tutti gli identificati il reato di devastazione, ma non si esclude che ai singoli possano essere contestati anche altri reati. 

Più di 800 persone identificate: si indaga per devastazione

Sono oltre 800 le persone identificate dalla polizia nei controlli in corso
dalle prime ore di stamattina a Venaus. Le attività, rende noto la Questura, sono finalizzate all’identificazione di tutti coloro che hanno partecipato al campeggio allestito in occasione del Festival dell’Alta Felicità. Nella giornata di ieri, domenica 26 luglio, erano già state identificate altre 436 persone. Le indagini sugli assalti ai cantieri, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizzano il reato di devastazione.

I No Tav: «Prova di forza della Questura»

«Dalle prime ore di questa mattina un massiccio dispositivo di forze dell’ordine ha istituito due posti di blocco sulle strade di accesso a Venaus», scrive sui social il movimento No Tav, precisando che «il servizio di navette che stava consentendo alle persone di lasciare il Festival AltaFelicità è stato temporaneamente sospeso. Le persone vengono identificate prima di poter proseguire, sia a bordo dei propri mezzi sia mentre si spostano a piedi». 

I No Tav hanno convocato una conferenza stampa alle 14.30 al presidio di Venaus per denunciare «Una strategia di pressione e di prova di forza voluta dalla questura e dal governo per rispondere alla grande manifestazione di massa di sabato e alla partecipazione di migliaia di giovani al Festival. Governo e partiti di ogni colore invece di assumere che l’opera è inutile, vetusta, che i lavori procedono a rilento e che serve solo a portare soldi ai soliti noti, cercano di spostare l’attenzione. Questi giorni accendono la luce sulla voglia di esserci e difendere il proprio territorio dagli interessi di aziende, mafie e partiti»


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27 luglio 2026 ( modifica il 27 luglio 2026 | 14:33)