Andy Burnham, neo premier britannico in carica da sette giorni, ospita oggi, lunedì 27 luglio, il primo leader straniero. Scelta significativa: è il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. I due visiteranno la storica e più importante base navale britannica, a Portsmouth, un centinaio di chilometri a sud-ovest di Londra. in un’intervista alla Bbc, Burnham ha assicurato che il suo governo non cambierà la linea di «pieno supporto» alla resistenza ucraina. Una continuità che non è mai venuta meno, nonostante l’alternanza degli inquilini al «number 10» di Downing Street, dal conservatore Boris Jonhson al laburista Kier Starmer.
Ma è una visita da ricordare perché segna un cambio di passo nel rapporto tra gli ucraini e gli alleati occidentali. Negli ultimi anni, la Gran Bretagna è stata tra i principali finanziatori dell’Ucraina, con un totale di 25 miliardi di sterline (circa 29,3 miliardi di euro). E il 16 luglio scorso, nel corso della sua ultima missione a Kiev, lo stesso Starmer aveva annunciato un altro pacchetto da 255 milioni di sterline (circa 300 milioni di euro).
Oggi, però, Burnham condividerà con Zelensky i diritti intellettuali del nuovo dispositivo messo a punto dall’industria britannica: lo «Stone Cloak», il «Mantello di pietra». E’ un apparecchio elettronico, grande come un tablet, che gli ucraini possono inserire nei loro droni. Il Mantello emette segnali che confondono gli intercettori nemici, impedendo l’identificazione e l’abbattimento dei velivoli. Il ministero della Difesa britannico ne ha già forniti migliaia all’esercito di Kiev. Adesso, le industrie ucraine potranno produrli su larga scala e in tempi più ridotti.
Londra, quindi, conferma la sua posizione di leadership anche su questo aspetto che potrebbe diventare cruciale per le prospettive della guerra. Condividere tecnologia, anche la più avanzata, con il governo di Zelensky. Gli ucraini spingono per allargare gli accordi con i partner. A cominciare con gli Stati Uniti. Al vertice di Ankara, l’8 luglio scorso, Donald Trump aveva promesso a Zelensky che lo avrebbe autorizzato a costruire le batterie anti missile Patriot.
Qualche giorno fa, lo stesso presidente ucraino aveva comunicato sui Social di aver incontrato a Kiev una delegazione di Raytheon, la società specializzata nella fabbricazione di Patriot. Gli americani, però, non hanno rilasciato dichiarazioni. Zelensky è convinto che industrie statunitensi e ucraine lavoreranno insieme. Ma, avvertono gli esperti (anche di Kiev) che ci vorranno anni prima di cominciare ad assembleare i missili. Nel frattempo, spazio al «Mantello di pietra» britannico.
27 luglio 2026
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