di
Rosanna Scardi

Il cantante, in tour, il primo agosto sarà a Edolo in concerto: dal 10 settembre riparte il talent show nel quale è stato confermato come giudice. «Avevo la preoccupazione del principiante, dovevo prendere le misure. Nonostratescaramucce e dibattiti, c’è un bel clima».

«Non potrei mai rinnegare “Occidentali’s karma”, perché è iconica. Anzi,
menomale che è esistita. Ma ho tante altre sfaccettature». Francesco Gabbani, nell’attesa di tornare a vestire i panni di giudice a «X Factor», sabato, alle 21, a Edolo, in piazza Foro Boario, ripercorrerà la sua storia musicale che è decollata con il suo brano più famoso da quasi 300 milioni di clic e sei dischi di platino per le oltre 300 mila copie vendute.

Gabbani, cosa si deve aspettare il pubblico bresciano?
«Questo tour mi dà l’occasione per ripercorrere le tappe fondamentali della mia carriera, dalla prima vittoria a Sanremo Giovani nel 2016 con “Amen”: sarà un susseguirsi di canzoni più note intervallate da chicche che il pubblico nazional popolare non conosce, a meno che non sia un mio seguace sfegatato. Assisterete a un concerto sincero, genuino, al netto di una bella produzione, con uno schermo che vedrà me e la mia band ingranditi, luci affascinanti. Si suona dal vivo, alla vecchia, tra momenti piu allegri e altri emozionali».
Nel 2017 l’uscita di «Occidentali’s karma». Il decimo anniversario sarà
celebrato da Occidentali’s Party, in programma il 17 aprile 2027 al Nelson
Mandela Forum di Firenze e il 22 aprile 2027 all’Unipol Forum di Milano.
Si aspettava un tale successo?

«Assolutamente no. Quando scrivi un brano, non hai idea di come andrà.
“Occidentali’s karma” è stata un regalo, una canzone sui generis e un caso
irripetibile, così gigantesca che è ancora ascoltata e considerata: da osservatore, posso affermare che fa parte della storia della musica italiana di quel decennio. E questo mi inorgoglisce».
Non si è mai stancato di cantarla?
«Mai perché, non c’è solo quella canzone e, nei live, ho coltivato un mio
pubblico sincero che ha scelto di darmi fiducia permettendomi di fare un
lavoro che è la mia passione. A ogni mio concerto, dico grazie. Non do mai per scontato chi viene ad ascoltarmi».
Come è iniziata la sua storia?
«Suono e ho respirato musica fin da bambino. A 4 anni ho battuto i primi colpi sulla batteria, a 9 ho iniziato a studiare chitarra e le prime canzoni le ho scritte attorno ai 12. Mio padre possiede un negozio di strumenti a Carrara e non demorde, nonostante abbia 76 anni; è stato un batterista che ha suonato in giro per il mondo e i musicisti bazzicavano in negozio. Questo è stato un terreno fertile per farmi capire cosa volessi fare da grande. E’ stato formativo, ma mai una campana di vetro, né qualcosa di idilliaco e sognante. Papà mi ha lasciato libero, mettendomi però in allerta, facendomi capire che si trattava di una strada complicata».



















































Ha scritto e composto «L’amore sa» per Francesco Renga: è stato uno che ha creduto in lei?

«Sicuramente. Avevo provato a cambiare direzione musicale; non avevo voglia di mettermi in gioco, così scrivevo per gli altri. Di “L’amore sa” avevo scritto la musica e il testo con Fabio Ilacqua. Allora nessuno mi conosceva. Michele Canova, suo produttore, gli fece sentire il provino e a Francesco piacque. Per me è stato un grande onore. Lui mi diede un’opportunità anche facendomi aprire alcune sue date in quegli anni nei palazzetti. Siamo rimasti in contatto e ci vediamo nei backstage dei vari eventi estivi».
L’anno scorso la prima esperienza in veste di giudice a «X Factor». Il 10
settembre tornerà accanto a Jake La Furia, Paola Iezzi e con Irama che
prende il posto di Achille Lauro. All’inizio, però, era titubante.

«Avevo la preoccupazione del principiante, dovevo prendere le misure. La
tensione stava nel dover giudicare qualcun’altro e dire i no che ho sempre
ricevuto: sono sempre stato giudicato, alla merce del parere altrui e questo
generava in me preoccupazioni. Da reduce della passata esperienza, sono più
tranquillo».
Non siete sempre d’accordo.
«E’ giusto e fisiologico che ognuno abbia i suoi gusti e prospettiva. Nonostrate scaramucce e dibattiti, c’è un bel clima. Irama, poi, che è la new entry, è un ragazzo d’oro».
Resta Sanremo (che per lei significa due vittorie, un secondo e un ottavo
posto nel 2025). Ci tornerà?

«Non faccio previsioni, penso sempre al festival, ma è la canzone, giusta, che
mi ci porta. Sanremo è un luogo felice, è come tornare in vacanza dove sei
stato bene».


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27 luglio 2026