Bologna, 27 luglio 2026 – Sono gli istanti finali, quelli subito prima che Abderrahim Fakir perda i sensi, quelli ripresi in un filmato di una decina di secondi, ripreso dalla bodycam di uno dei due agenti intervenuti e in cui si vede nella fase di ammanettamento anche l’intervento di un altro civile.

A sinistra un fermo immagine dove si vede la nuca ferita di Fakir. A destra la manifestazione al Pilastro di ieri, domenica 26 luglio
Chi è l’altro civile che si avvicina
Un uomo, scalzo, che si avvicina a Fakir per prendergli il braccio e compiere come un gesto per favorire l’operazione di ammanettamento. Un intervento che dal filmato appare spontaneo, non richiesto dagli agenti, così come per l’altro civile intervenuto: quello che senza maglietta è stato ripreso in diversi filmati tenere Fakir per le caviglie.

Sarebbero 4 i cittadini che aiutano i poliziotti
Secondo le ricostruzioni che stanno emergendo con il trascorrere delle indagini, pare che in tutto siano state quattro le persone – che non fossero gli agenti di polizia o i quattro sanitari del 118 ora annotati nel fascicolo modello 45bis – che hanno in qualche modo interagito con Fakir durante il contenimento. Un altro è proprio l’uomo che la bodycam immortala chinarsi su Fakir nell’ultima fase di ammanettamento, prendendogli la spalla.
Anselmo: “Si indaghi su chi ha diffuso i nuovi frame”
Dopo la diffusione sui media di immagini del video registrato con la bodycam di uno dei poliziotti intervenuti al Pilastro su Abderrahim Fakir, il legale dei suoi parenti, Fabio Anselmo, ha chiesto di averne una copia ma la sua istanza è stata rigettata, dato che si tratta di atti entrati nel fascicolo delle indagini e coperte da segreto investigativo. Solo che, dopo, nuovi frame di quel video erano sui tg.

Il legale dei familiari di Fakir, Fabio Anselmo
Per questo oggi Anselmo ha presentato una nuova istanza in Procura in cui, ricordando il primo diniego ricevuto, chiede di “disporre accertamenti urgenti al fine di identificare il soggetto che ha condiviso con soggetti estranei all’autorità giudiziaria procedente, e rivelato pubblicamente, le suddette immagini, coperte da segreto investigativo, la cui rivelazione costituisce reato, al fine di perseguirne la condotta”.
Nell’istanza, Anselmo chiarisce che la difesa dei parenti di Fakir non ha “tali immagini” e che “si presuppone che tali immagini siano in possesso esclusivamente dell’autore della registrazione, che ha azionato la bodycam nel momento in cui esercitava le proprie funzioni come pubblico ufficiale, nonché dei soggetti terzi cui egli l’abbia messa a disposizione”. Pertanto, si legge ancora nell’istanza di Anselmo, “l’eventuale condotta di rivelazione non può che provenire dal soggetto autore delle registrazioni oppure da soggetti terzi venuti in possesso delle suddette immagini in quanto investiti dall’autorità giudiziaria procedente della funzione investigativa”.