di
Enea Conti

La cantante ed esperta di equitazione che venne aggredita con l’acido dall’ex fidanzato diventa attrice a teatro: «Porto sul palco le donne e il loro ruolo nella storia. Anche nei momenti più duri ho pensato di essere fortunata »

«Sento di aver voltato pagina. Ora vivo il palco da artista». A parlare è Gessica Notaro, al debutto come attrice nello spettacolo «Lo Svarietà è donna» scritto dal regista Carlo Tedeschi che già l’aveva diretta in Broadway, il musical equestre. 

Era il 10 gennaio del 2017 quando fu aggredita con l’acido da Edison Tavares, l’ex fidanzato poi condannato a 15 anni di carcere. Gessica Notaro, che oggi ha 36 anni, è sposata con Filippo Bologni dal 2023, è al fianco delle donne vittime di violenza di genere. 



















































«Oggi c’è una consapevolezza maggiore rispetto al passato», dice. Lo spettacolo di cui è protagonista (in programma ogni mercoledì fino al 9 settembre al teatro Leo Amici di Lago di Montecolombo, nel Riminese)   accende i riflettori sulle condizioni delle donne lungo la linea del tempo. 

«La storia dello spettacolo è un omaggio alla donna – racconta il regista Carlo Tedeschi – e la creatura per eccellenza, che forse, anche per questo, viene anche violata, sbeffeggiata da uomini che non hanno realizzato sé stessi. Raccontiamo la bellezza della donna nel tempo: Gessica interpreta la donna primitiva, quella passionale, per poi spaziare nel tempo, attraversare il medioevo. Non è un trattato di sociologia. Ridendo raccontiamo tante cose. E il pubblico risponde molto bene, la sale è sempre piena».

Gessica Notaro, partiamo dallo spettacolo. Ce lo racconta in poche parole?
«
Lo “Svarietà è donna” non è altro che un excursus sul ruolo e sulla figura della donna dai tempi dell’era primitiva fino ai nostri giorni. Da una parte c’è una verve leggera, anche comica. Dall’altra trapela anche uno spessore utile e necessario a veicolare messaggi molto legati all’attualità. Anche se non in maniera esplicita, ma comunque netta. È uno spettacolo in cui mi identifico molto».

Ovvero?
«Mi identifico molto nella parte. Per dirla in parole semplici: io posso portare il tacco dodici e interpretare una diva da palcoscenico e poco dopo trasformarmi in una amazzone e pulire il box del cavallo in 10 minuti. Credo di essere molto versatile. Che non significa eccellere in più cose. Il mio primo mestiere è fare la cantante. La versatilità ti permette di sfruttare molte occasioni».

Per lei è un debutto..
«Non avevo mai recitato nella mia vita e Carlo Tedeschi, il regista, mi ha cucito addosso questo spettacolo. Concepito qualche tempo fa, era un copione già all’avanguardia per i tempi che corrono».

Nel 2018, pochi anni dopo la terribile violenza che le era stata inflitta, aveva debuttato a Ballando con le stelle. Oggi questo spettacolo che porta in scena ogni mercoledì a pochi chilometri da casa sua. Passano gli anni cambiano le prospettive, come è cambiata lei?
«Tra il 2018 e oggi sono accadute tantissime cose. Prima Sanremo, poi altri spettacoli teatrali, un musical equestre sempre con Carlo Tedeschi e con la sua compagnia. Io credo che questo show, che spero possa essere portato in tour per l’Italia, è quello in cui credo di poter dire di aver voltato pagina. Vengono proiettate alcune mie vecchie foto, alcune precedenti al 2017, ma quasi non me ne accorgo. Sono molto gratificata dal potere vivere questo spettacolo esclusivamente da artista. Anche se recito un monologo che attinge dal mio vissuto».

Sotto quale prospettiva?
«
Spiego che dobbiamo ricordarci che c’è sempre una luce che brilla dentro di noi. Questa è una estrema sintesi, naturalmente. È un modo per ricordare alle persone che qualsiasi incidente, malattia, violenza, che ci capita nella vita noi dobbiamo mettere il focus dentro questa luce. Certo l’impegno è volerla cercare. Credo che la felicità sia una scelta e che tutto parta dalla nostra volontà. Abbiamo la possibilità di scegliere che atteggiamento avere, anche quando attraversiamo fasi di dolore acuto».

E per lei è stato così?
«In quel preciso momento, e per me il dolore acuto è stato anche fisico, non puoi non chiederti come fai ad essere felice. Eppure, un certo grado di felicità lo si ha comunque dentro. In quei momenti io pensavo che non ero la mia sofferenza. Ho sempre pensato di essere felice e fortunata. In tanti comprensibilmente mi dicevano “che sfortuna che hai avuto, che sfiga”. Io dicevo di no, che non era vero».

Lei è spesso al fianco di donne vittime di violenza di genere. Che cosa è cambiato rispetto a nove anni fa?
«Oggi per fortuna c’è una consapevolezza maggiore rispetto al passato. Quando mi è accaduto quello che mi è accaduto, nessuno sapeva che cosa è il narcisismo patologico, oppure che una relazione tra fidanzati, compagni o coniugi può essere tossica. Oggi c’è molta più coscienza, tanto che spesso un po’ come rimbalzo se ne parla anche a sproposito».

Tra pochi anni Edison Tavares tornerà libero. Ha paura?
«Tornerà libero. Ma non mi spaventa. Non ho più paura, sarà meglio anche per lui che si comporti bene».

Altri progetti dopo questo spettacolo?
«Sono molto impegnata per l’abolizione della caccia, ma c’è molto lavoro da fare. Su questo fronte però credo si stia facendo tanto per riuscire a vietare la macellazione equina. Collaboro attivamente con la fondazione Islander di Nicole Berlusconi che insieme ad Animal Equality si sta battendo per raccogliere le firme in Italia. Anche con altri artisti ci stiamo facendo portavoce di questa battaglia. Tante persone, me compresa, vivono un rapporto con il cavallo uguale in tutto a quello che tante altre hanno con i cani. Sulla caccia la strada da fare è tanta, sulla macellazione equina io credo che l’obiettivo sia a portata di mano».


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28 luglio 2026 ( modifica il 28 luglio 2026 | 08:24)