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C’è ancora tutto agosto davanti per l’inizio della nuova edizione di Amici, ma giustamente i motori già si stanno scaldando (in genere il programma parte a fine settembre). Anche perché, complici gli ascolti non proprio idilliaci dello scorso anno, qualcosa va cambiato. E, pare, stavolta accadrà davvero.
Una rivoluzione? Sì, o quasi, mossa dalla necessità di rimettere mano a un meccanismo che ha mostrato i primi veri segni d’affaticamento, costringendo lo show a ripensarsi per restare il punto di riferimento che è stato in questi anni.
Le novità di Amici (o presunte tali): dalla commissione tecnica al daytime tagliato
Di che novità si tratta, dunque? Stando alle indiscrezioni riportate da Chi Magazine, i cambiamenti sarebbero epocali. In parte si torna indietro. Per esempio: non più solo canto e danza, ma anche un nuovo settore in cui gli allievi dovranno dare il meglio di sé. Si tratta delle discipline sportive (in passato fu la recitazione), ma non è noto se sarà materia di studio per tutti o una vera e propria categoria a parte. A seguirla potrebbe esserci Alessio Sakara, volto già noto delle produzioni Fascino (la società di Maria De Filippi). Il pugile e cintura nera di jiu jitsu, infatti, dal 2017 è nel cast fisso di Tu Sì Que Vales.
E ancora, tra le novità: addio ai professori. Dagospia, infatti, parla di ‘commissari tecnici’. Anche in questo caso non c’è una vera conferma ufficiale. E, anche in questo caso, si tratta di un ‘ritorno alle origini’.
Qualcuno sicuramente ricorderà che nelle prime edizioni non esistevano i professori con le squadre, bensì i docenti storici (come Luca Jurman, Beppe Vessicchio, Garrison, Steve La Chance, Maura Paparo, Patrick Rossi Gastaldi) che agivano come un vero e proprio collegio giudicante e didattico, e le decisioni venivano prese spesso in gruppo o tramite i cosiddetti ‘esami di verifica’.
Con il passare del tempo, la figura del professore si è trasformata in quella di un coach di riferimento, creando le famose squadre contrapposte e accentuando le dinamiche di scontro personale (che hanno caratterizzato le ultime edizioni).
Tra le altre novità, confermate anche da Gabriele Parpiglia e da Fanpage, il daytime tradizionale che sparirà per lasciare invece spazio a pillole più brevi, tagliando quindi i racconti di convivenza della casetta. Inoltre i casting: pare che si punterà su talenti già formati e meno su quelli grezzi da plasmare.
E infine i nomi dei protagonisti, con alcune conferme già ufficiali. Innanzitutto via Anna Pettinelli, nel programma per più di 5 anni. La speaker radiofonica, infatti, arriva su Rai Uno nel cast di Tale e Quale Show. Tra i confermati, invece, dovrebbero esserci: Alessandra Celentano (volto storico del programma), Rudy Zerbi, Lorella Cuccarini ed Emanuel Lo. Forse anche Veronica Peparini.
Tra i nuovi arrivi potrebbe esserci Angelo Madonia (ex Ballando con le Stelle, nonché attuale compagno di Sonia Bruganelli) ma anche Giordana Angi (ex allieva, già attiva attualmente come supporto ai vocal coach).
Giordana Angi: “Scrissi a Tiziano Ferro senza lasciare il numero, mi chiamò dopo un anno. Tra poco mi laureo. I diritti LGBTQ+? Dobbiamo progredire per la libertà” Le pagelle di Amici 25, cosa resterà di questa edizione Perché talenti già formati? Pettinelli via fa riposare le orecchie, il desiderio più grande resta la diretta
Le novità (o presunte tali) sono state dunque snocciolate. Cosa se ne desume? Di certo, qualora fossero confermate, si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione, che in parte guarda al passato, che in parte guarda al futuro. Sulle discipline sportive è difficile esprimersi, visto che non è noto come verrà sviluppata questa nuova materia.
Il ritorno alla commissione, invece, appare una scelta assennata. Negli ultimi tempi i professori erano diventati sempre più opinionisti e meno dei docenti. Impegnati a lanciarsi frecciatine a vicenda, a litigare e a difendere – anche in maniera eccessiva – i propri allievi, ostacolando invece quelli dei professori.
La striscia del daytime, invece, era uno spaccato interessante sugli allievi e che dava modo anche di conoscerli più a fondo. D’altronde si tratta sempre di ragazze e ragazzi che inseguono un sogno, con tutto ciò che ne consegue: desideri, paure, preoccupazioni, ansie, momenti di cedimento e altri di euforia.
Bene, eventualmente, anche la ‘promozione’ di Giordana Angi, talento indiscutibile, persona competente e che già conosce la ‘macchina’. L’addio di Anna Pettinelli, invece, fa quantomeno tirare un sospiro di sollievo per i nostri timpani, spesso infastiditi dai decibel raggiunti durante le consuete litigate con Zerbi.
Ma c’è un dettaglio che lascia perplessi
La scelta dei talenti già avviati, invece, lascia perplessi. Al netto del fatto che già in parte avveniva (tra tiktoker e altri allievi che entravano in seconda battuta, magari segnalati proprio da qualche professore che già li conosceva), appare più una resa che una sfida.
Cosa rimarrà di quei talenti acerbi che poi, proprio grazie ad Amici, hanno plasmato il proprio talento diventando volti affermati della musica italiana? Da Alessandra Amoroso a Elodie passando per Sangiovanni: talenti puri che magari sì, avevano provato a farsi spazio nel mondo dello spettacolo anche in precedenza, ma senza riuscirci mai veramente. E soprattutto senza avere alle spalle un percorso discografico già strutturato.
Un aspetto, invece, non è stato discusso: la diretta. L’emozione che scaturisce in uno spettatore che scopre lo svolgersi della puntata (sia quella del pomeridiano, sia quella del serale) in diretta è qualcosa che appaga e non conosce paragoni.
In attesa di scoprire quante di queste indiscrezioni saranno confermate e quante no, una cosa è certa: Amici doveva cambiare. D’altronde il programma, negli ultimi tempi, era diventato troppo televisivo e troppo poco di canto/ballo. Nel senso: i professori sempre più personaggi televisivi (con dinamiche chiare e definite), mentre a livello discografico i progetti dei cantanti vendono sempre meno (seppur alcuni sono interessanti).
In 25 anni, com’è giusto che sia, il programma è cambiato. Il punto è proprio questo: Amici non è solo un talent, è anche un sismografo perfetto che misura il polso dei giovanissimi (lo zoccolo duro del programma).
Negli ultimi tempi la tv generalista ha dovuto fare i conti con un cortocircuito epocale. Basta pensare alla soglia di attenzione ormai ridotta al minimo, a causa anche dei social media (e su questo potremmo dilungarci, ma non lo faremo qui).
Gli autori del programma hanno provato a fare un lavoro di sartoria incredibile per inseguire questa mutazione. A volte ci sono riusciti benissimo e gli ascoltatori hanno apprezzato (l’edizione con Giulia Stabile fece numeroni. La finale raggiunse 6.667.000, pari al 33,49% di share).
Altre volte, però, la rincorsa si è trasformata in un affanno: dinamiche troppo allungate, regolamento complesso, polemiche sfilacciate o un eccesso di protezione verso i ragazzi che hanno fatto sentire il pubblico talvolta “preso in giro”. E gli ascolti sono calati.
Lo scorso anno, infatti, è andata in onda la finale meno vista di sempre con 3.483.000, pari al 25,90% di share. Ecco perché la vera rivoluzione non è un capriccio, ma un atto dovuto: rimettersi a tavolino significava accettare che la formula di ieri non basta più.
Per restare il tempio dei giovani talenti, Amici deve tornare a rischiare ed essere imprevedibile e un po’ sfacciato, almeno quanto lo sono loro.