Un cattivo odore a bordo e l’aereo è costretto a tornare indietro mentre si trova nel bel mezzo dell’Atlantico. È successo sabato 25 luglio sul volo AA719 operato dalla American Airlines. Partito da Roma Fiumicino alle 12:40 con a bordo 281 passeggeri, il Boeing 787-9 era diretto a Filadelfia, negli Stati Uniti, ma qualcosa è andato storto e l’equipaggio ha deciso di fare dietrofront.
Secondo i dati di Flightradar, il velivolo ha fatto inversione circa 3 ore e mezza dopo il decollo, mentre si trovava a 10.970 metri di quota e i piloti avevano davanti solo una sterminata distesa blu.

Dopo aver virato verso destra, il Boeing ha puntato il muso in direzione Dublino dove è atterrato meno di due ore dopo, intorno alle 16.10 (ora locale).
L’odore sgradevole e i presunti malori tra gli assistenti di bordo
Cosa ha determinato un repentino cambio di rotta, quando il Boeing si trovava quasi a metà percorso? Secondo le ricostruzioni del traffico aereo e delle testate di settore, a spingere i piloti all’atterraggio d’emergenza sarebbe stato il malore improvviso accusato da sei assistenti di volo che avrebbero segnalato giramenti di testa e altri malesseri.
Le segnalazioni su X
Al momento la compagnia aerea non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma ha confermato alla testata Simple Flying che a bordo era stato segnalato “un odore sgradevole” e che una volta atterrato alcuni componenti dello staff e un passeggero sono stati presi in carico dai sanitari.
Questa la dichiarazione riportata da Simple Flying:
“Il volo American Airlines 719, da Roma (Fco) a Filadelfia (Phl), è stato dirottato a Dublino (Dub) a causa di un odore sgradevole segnalato a bordo. I paramedici hanno raggiunto l’aereo al gate per precauzione e gli assistenti di volo e un passeggero sono stati visitati e successivamente dimessi”.
L’ipotesi di un guasto al sistema di condizionamento
La causa dei malori non è ancora stata resa nota. A differenza di altri aerei di linea tradizionali (che usano l’aria proveniente dai motori per la pressurizzazione), il Boeing 787 Dreamliner utilizza compressori elettrici separati per l’aria di cabina, il che rende remota la possibilità di un’intossicazione da fumi provenienti dal motore. Per questo motivo le testate di settore ipotizzano altre cause, come un guasto all’impianto di condizionamento e ventilazione dell’aria o ad altri componenti. Si tratta però di supposizioni.
Le regole impongono un numero minino di assistenti di volo
Oltre ai 281 passeggeri, sul Boeing erano presenti 3 piloti e 12 membri dell’equipaggio. I regolamenti dell’aviazione civile impongono la presenza minima di un assistente di volo ogni 50 passeggeri per l’intera durata del tragitto. Dal momento che gran parte dell’equipaggio non era più in condizione di lavorare, i piloti non hanno potuto far altro che interrompere il volo, decidendo quindi di virare verso Dublino dove il velivolo è atterrato in sicurezza. La compagnia aerea ha aggiunto che ai 281 passeggeri è stato offerto un alloggio per la notte e i viaggiatori sono ripartiti per Filadelfia il giorno successivo.