Da piazza del Campo a Carpineto Romano, il filo rosso di Roberto Di Jullo passa ancora una volta dal Palio. L’autore del Drappellone del 2 luglio 2023, vinto dalla Selva, ha realizzato l’arazzo per la manifestazione laziale che ha riscosso enorme apprezzamento in occasione della presentazione ufficiale. Il maestro ha avuto anche la soddisfazione di una mostra personale, che resterà aperta fino all’8 agosto 2026. Inutile dire che a dominare sono i suoi celebri cavalli in movimento ben noti non solo al popolo di Vallepiatta.
Passate le emozioni, l’artista non perde occasione di ribadire il cordone ombelicale che lo unisce a Siena. Un rapporto nato durante la nascita del suo contributo alla Festa e diventato nel tempo un vincolo umano da custodire con riconoscenza. “Per me è casa – sottolinea – al punto che mi sono messo a cercare in città uno spazio, anche piccolo, dove poter lavorare e accogliere visitatori e appassionati ogni volta che torno. E sarei ipocrita se non sottolineassi quanto quella committenza del Comune abbia letteralmente svoltato la mia credibilità artistica. Quando hai dipinto il Palio di Siena, passi automaticamente a un livello superiore, e le proposte di valore arrivano con maggiore frequenza. Con un simile biglietto da visita, la mia gratitudine non può che essere massima. Certo, bisogna metterci il cuore e sapere cosa si va a fare, in modo da non ferire la sensibilità di nessuno. Non basta mettersi davanti alla seta e assestare quattro pennellate per togliersi il pensiero. A me ha richiesto mesi di conoscenza della gente, della storia, dei vicoli, dell’aria che si respira. E sono estremamente grato di aver potuto vivere tutto ciò con il supporto di una guida d’eccezione come Tommaso Andreini, il mio Virgilio personale”.

