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Ancora una volta sono i coreani a insegnarci come si scrivono le grandi serie tv. Non quelle pensate per essere guardate distrattamente con il telefono in mano e venire poi dimenticate nel giro di poche ore, ma quelle destinate a restarci dentro, anche dopo i titoli di coda. ‘Lezioni vere’, su Netflix, è una di queste serie ed è la migliore che possiate scegliere in streaming in questo momento.

Di cosa parla 

La storia ruota attorno al Bureau per il diritto all’istruzione, un’organizzazione nata con l’obiettivo di impartire dure lezioni a studenti, insegnanti e genitori che oltrepassano il limite. Pur muovendosi spesso al di fuori dei confini della legalità, i suoi membri sono disposti a tutto per ristabilire disciplina e ordine all’interno delle scuole.

La scuola raccontata senza filtri

Bulli, genitori iperprotettivi, professori sempre meno rispettati e sull’orlo del suicidio. Questa serie non solo punta il dito contro le crepe della società di oggi, ma prova a immaginare una risposta a una violenza che sembra ormai fuori controllo. E lo fa mettendo il pubblico davanti a una domanda scomodissima: e se la violenza si risolvesse solo attraverso la violenza?

È questa la provocazione attorno alla quale ruota l’intera storia, composta da dieci episodi che non smettono mai di alzare l’asticella. E i suoi protagonisti, un trio di agenti bizzarro ma riuscitissimo, accompagnano lo spettatore in un viaggio interiore estremamente educativo, se non addirittura catartico.

Ogni episodio affronta un caso diverso: studenti che umiliano i professori, genitori pronti a tutto pur di difendere i propri figli, ragazzi lasciati soli davanti alla violenza psicologica. E poi ancora droga, bullismo, suicidio. 

Il coraggio che manca alle serie occidentali

Scomoda ma necessaria, cruda ma delicata, drammatica ma mai gratuita. Una serie del genere poteva nascere solo da una sensibilità come quella coreana, capace di affrontare temi durissimi con profondità ma allo stesso tempo leggerezza.

L’umanità, la potenza, la raffinatezza sono i punti di forza di questo titolo che è ancora una volta la dimostrazione che le serie coreane sono tra le produzioni più capaci di leggere il presente e raccontare le sue contraddizioni senza essere mai didascaliche, melodrammatiche o banali. 

Un’attenzione alla qualità che molte serie occidentali sembrano aver perso per inseguire i numeri, le mode, il successo “facile”. 

L’episodio cinque è un capolavoro (e capirete perché)

Riuscire a portare sullo schermo la delicata situazione della scuola di oggi, raccontando il dramma degli insegnanti spinti alla disperazione, l’ossessione di alcuni genitori per il successo dei propri figli e la progressiva perdita di autorevolezza della scuola, senza cadere nel giudizio facile, potrebbe sembrare impossibile. Ma questa serie riesce a farlo con una grazia che lascia senza parole.

E tra tutti gli episodi, il numero cinque della serie dedicato proprio alla difficile condizione psicologica di molti dei professori di oggi, è un vero e proprio capolavoro narrativo che vi emozionerà dall’inizio alla fine regalandovi un racconto allo stesso tempo dolce e brutale. 

Poche serie, finora, sono riuscite ad affrontare questi temi senza avere un atteggiamento vittimista o ricercare la lacrima facile nello spettatore. E quando questo accade per la serialità contemporanea è una vittoria. 

Vale davvero il vostro tempo

Assaporate ogni attimo di questo racconto e fatevi trafiggere da ogni emozione che vi provocherà, bella o brutta che sia. Perché una serie tv non deve avere paura di far arrabbiare lo spettatore, di farlo inorridire, di renderlo triste e, soprattutto, di farlo riflettere. 

Dopo ‘Squid Game’ e ‘The 8 Show’, due grandissimi k-drama degli ultimi anni, ecco che la Corea del Sud ci regala, ancora una volta, la migliore serie del momento. Il suo più grande paradosso? Purtroppo sta passando quasi inosservata. 

Voto: 10