di
Roberta Scorranese
La tradizionale festa benefica nella villa dell’artista
Mezzanotte è passata da un pezzo nei cieli di Forte dei Marmi ma c’è una creatura che non conosce stanchezza: Veronica Berti Bocelli passa da un tavolo all’altro, salutando ora un filantropo americano ora la vicina di casa che è passata «per dare una mano».
E la serata appena trascorsa, il tradizionale appuntamento estivo benefico della Andrea Bocelli Foundation, vibra ancora dell’energia della moglie del tenore, avvolta in un tubino in paillettes. Tubino a tema: la Celebrity Adventures Italy – Notti Toscane 2026 a Villa Alpebella, una delle dimore della famiglia, ha raccolto oltre 2,3 milioni di euro in beneficenza in una serata all’insegna della «luccicanza», sia nel dress code che nei toni.
Musica, star internazionali, un’asta che ha messo in palio cose come preziosi orecchini e borse vintage. E forse è proprio in serate come questa, con seicento invitati (per la maggior parte stranieri) alla corte della voce italiana più famosa nel mondo, che affiora nitida la vera forza dietro questo brand artistico: la famiglia. A cominciare da Veronica, al fianco di Andrea da quasi 25 anni, madre della tredicenne Virginia e a capo di diverse iniziative della «firm Bocelli», oltre ad essere la manager del cantante. Agenzie di management, organizzazione di eventi.
È lei che ieri ha gestito l’arrivo della star della serata, Orlando Bloom. «Dorme da noi e passa ore intere con il nostro cane», racconta Berti divertita mentre rievoca incontri memorabili come quella volta che Nicolas Sarkozy la «rimproverò» scherzando perché la coppia ripartì troppo presto da Parigi. «Ma qui c’è tanto da fare», ride Veronica e in effetti la serata luccicante lo dimostra.
Arriva Fran Drescher, per tutti La tata. «Ho appena conosciuto i Bocelli e già mi sono innamorata della famiglia», racconta l’attrice mentre tra i tavoli passa Gregory Porter. Arrivano Matteo e Amos, i due figli nati dalle prime nozze di Andrea. Se Matteo, a 27 anni, sta ricalcando la strada del padre (ha anche cantato al matrimonio Bezos-Sánchez), Amos alterna il lavoro di ingegnere aerospaziale alla curatela della casa editrice musicale di famiglia.
Fruscii di tulle e paillettes, un menu semplice (pasta, pesce con pomodorini, gelato), mentre il flauto traverso appartenuto al tenore passa di mano all’asta per 95mila euro. Vivace, una bella donna saluta tutti: è Elena Brunelli, madre di Veronica, anche lei nella Fondazione. All’esterno, seduta in disparte, c’è una ragazza silenziosa: è Virginia, l’ultima nata, bambina prodigio del pianoforte e attrice — già nel cast di Mare Fuori. Il talento è una questione di famiglia, ma non solo: defilato, si vede un altro pilastro della «firm», Alberto, fratello di Andrea. È lui che si occupa dei vigneti (dal Sangiovese al Trebbiano), ma soprattutto della tenuta di Lajatico, paese natale dell’artista e sede del celebre Teatro del Silenzio: diecimila persone a serata, «pacchetti» che portano gli americani da Baltimora a questo borgo toscano di mille anime.
Cronisti di lunga esperienza sussurrano: «Per capire Bocelli devi andare a sentirlo in America». Sì, ma quando, sul finire della serata intona Con te partirò e monta una marea di centinaia di voci dall’accento americano, il fenomeno si coglie anche da qui. Ultimi canti, primi saluti, ma il gran finale (per pochi) deve ancora arrivare. Il maestro ci riceve a casa sua, circondato dai fedelissimi. In soggiorno, scacchi dappertutto: assieme ai cavalli sono la sua grande passione. Si parla di musica e di vita. «La fondazione si ispira a una famiglia — dice —. E ai suoi valori. Per il resto, a me piace coltivare il silenzio. Se soltanto potessimo ascoltarlo per bene».
29 luglio 2026
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