Il cantiere della riforma fiscale per il 2027 è ufficialmente aperto. Al centro del dibattito economico del Governo c’è il sostegno al ceto medio, la fascia di popolazione che sostiene la quota maggiore del carico fiscale nazionale senza accedere a tutele particolari. Dopo i primi interventi strutturali che hanno rimodulato le aliquote riducendo il secondo scaglione dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, i tecnici del Ministero dell’Economia sono concentrati su una nuova operazione di alleggerimento fiscale destinata a cambiare l’assetto delle buste paga. L’ipotesi principale sul tavolo di Palazzo Chigi, caldeggiata dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo e sostenuta dai vertici della maggioranza, ruota attorno all’allargamento della seconda aliquota IRPEF del 33% fino a una soglia massima di 60.000 euro di reddito annuo lordo.