di
Aldo Grasso

Il confronto tra il game show di Marco Liorni e la «Ruota della Fortuna» è impari: se manca il contenuto, è inutile aumentare la durata delle trasmissioni

Perché Rai1 ha deciso di contrapporre alla Ruota della fortuna di Gerry Scotti un game show come L’Eredità Summer con Marco Liorni? La rete sapeva che Liorni ne sarebbe uscito sconfitto; sapeva che c’era troppo poco tempo per fidelizzare il pubblico di Affari Tuoi; sapeva, soprattutto, che allungare un format di un’ora alle dimensioni del preserale sarebbe stato un azzardo. 

Del resto, il confronto è impari. Scotti non si limita a condurre un quiz: mette in scena un meccanismo oliato in cui il gioco è anzitutto ritmo e sorpresa. L’Eredità Summer, al contrario, vaga incerta tra il quiz, il varietà e il salotto estivo. Ogni elemento finisce così per essere dilatato: gli ingressi, i convenevoli, gli ospiti. È la solita illusione della tv generalista: credere che, quando manca il contenuto, basti aumentare la durata. Ma il tempo sul piccolo schermo non si riempie, si conquista. 



















































C’è poi un malinteso di fondo: l’idea che l’estate giustifichi ogni rallentamento, come se la calura autorizzasse tempi morti, presenze intercambiabili e siparietti estemporanei. Non basta aggiungere la parola «Summer» nel titolo per trasformare una replica stanca in un evento. 

Se la Rai era consapevole di questi rischi, non sarebbe stato meglio rispolverare Techetechetè — magari attingendo alle storiche annate di Michele Bovi — e risparmiare sui costi di produzione? L’unica spiegazione plausibile è di natura commerciale: un game show garantisce investimenti pubblicitari ben superiori a quelli di un programma di repertorio. 

Inoltre, dopo la campagna per un noto sistema di allarme (sarebbe curioso chiedere al conduttore i costi effettivi di installazione e vigilanza), Liorni si conferma un ottimo testimonial. I suoi modi garbati e rassicuranti funzionano bene. Per il resto, i balletti di Greta Zuccarello e Linda Pani scimmiottano le veline di Striscia la notizia, con un dj a fare da sottofondo. Qualche ospite allunga il brodo per arrivare, infine, alla Ghigliottina: l’unico gioco che costringe il cervello a ragionare. I maligni dicono che in passato Liorni sia stato avvistato alla festa di Atreju, ma queste sono bagatelle. A me ricorda molto Febo Conti. 

29 luglio 2026