Per anni ci è stato ripetuto che una passeggiata quotidiana fosse sufficiente per preservare la salute. Il consiglio resta valido, ma oggi le evidenze scientifiche restituiscono un quadro più articolato. Dopo i 40 anni l’organismo attraversa trasformazioni fisiologiche naturali: la massa muscolare tende a ridursi (sarcopenia), la densità minerale ossea cala e, in presenza di sedentarietà, cresce il rischio di patologie cardiovascolari, diabete e fragilità.

Contrariamente a quanto si è a lungo creduto, però, il metabolismo basale non subisce un crollo improvviso oltre questa soglia: uno studio pubblicato su Science ha evidenziato che il dispendio energetico a riposo rimane relativamente stabile dai 20 ai 60 anni. A mutare, piuttosto, sono la composizione corporea e il livello di attività fisica (Pontzer H. et al., 2021).

Camminare resta uno dei migliori “farmaci” naturali. La camminata a passo svelto è tra le pratiche più efficaci per abbassare il rischio di malattie croniche.

Meta-analisi su JAMA Network Open indicano che un maggior numero di passi giornalieri è associato a una riduzione della mortalità e degli eventi cardiovascolari: i vantaggi compaiono già attorno ai 7.000 passi al giorno e progrediscono con l’aumentare del movimento, senza un traguardo identico per tutti.

Camminare migliora la pressione arteriosa, la sensibilità all’insulina, il controllo glicemico e la funzionalità cardiaca; è inoltre un’attività accessibile anche a chi non ha esperienza sportiva.

Il vero snodo dopo i 40 anni riguarda però la massa muscolare. Accanto all’attività aerobica, diventano indispensabili gli esercizi di forza. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda agli adulti 150-300 minuti settimanali di attività moderata, associati ad almeno due sedute a settimana di potenziamento che coinvolgano tutti i principali distretti muscolari.

Le ricerche pubblicate sul British Journal of Sports Medicine collegano l’allenamento contro resistenza a una diminuzione del rischio di mortalità e a miglioramenti di forza, autonomia e qualità della vita, benefici che si rivelano particolarmente rilevanti con l’avanzare dell’età.

Rucking: una tendenza interessante, ma non per tutti. Negli ultimi anni si è diffusa la pratica del rucking, cioè camminare con uno zaino o un giubbotto zavorrato. Le prime evidenze suggeriscono un maggior consumo energetico e uno stimolo superiore per muscoli e tessuto osseo rispetto alla semplice camminata. Non si tratta però di una raccomandazione ufficiale nelle linee guida internazionali. Gli esperti invitano quindi alla prudenza: chi vuole provarci dovrebbe iniziare con carichi molto contenuti (circa il 5-10% del peso corporeo), aumentandoli gradualmente e solo in assenza di problemi a colonna vertebrale o articolazioni.

Mobilità ed equilibrio sono parte integrante dell’allenamento. Un programma davvero efficace non dovrebbe limitarsi a camminare o sollevare pesi. Stretching dinamico, Pilates, yoga ed esercizi di equilibrio aiutano a preservare la mobilità articolare, migliorano la postura e riducono il rischio di cadute, una delle principali cause di disabilità nella terza età. Per questo l’OMS raccomanda di inserire esercizi mirati all’equilibrio soprattutto oltre i 65 anni o in presenza di maggiore rischio di caduta.

Il programma ideale secondo gli esperti

  • 150-300 minuti a settimana di attività aerobica moderata (cammino veloce, bicicletta, nuoto);
  • almeno due sedute settimanali di esercizi di forza;
  • esercizi di equilibrio, in particolare nelle persone più anziane;
  • lavoro sulla mobilità e stretching per mantenere efficaci articolazioni e muscoli.

Più che inseguire l’allenamento “perfetto”, la letteratura suggerisce di combinare diverse forme di movimento. È questa la strategia che oggi offre le migliori prospettive per mantenere autonomia, ridurre il rischio di patologie croniche e aumentare gli anni vissuti in buona salute.

Fonti

World Health Organization (WHO), Guidelines on Physical Activity and Sedentary Behaviour (2020).

Pontzer H. et al., Daily energy expenditure through the human life course, Science, 2021.

JAMA Network Open, meta-analisi sull’associazione tra numero di passi e mortalità.

British Journal of Sports Medicine, meta-analisi su allenamento di forza e rischio di mortalità.

American College of Sports Medicine (ACSM), ACSM’s Guidelines for Exercise Testing and Prescription.

International Osteoporosis Foundation (IOF), raccomandazioni sull’attività fisica per la salute dell’osso.