di
Stefano Montefiori

Xenia Fedorova, ex direttrice di Russia Today, è una voce irrinunciabile per i fan di Putin in Francia. Godeva di un inusuale permesso di soggiorno decennale, ma la sua espulsione è di difficile applicazione

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – Nell’universo parallelo del putinismo francese, la 45enne russa Xenia Fedorova ha potuto scrivere nel 2025 un libro dal dolente titolo «Messa al bando», pubblicato dalla potente casa editrice Fayard del gruppo Bolloré, e poi apparire di continuo sulla rete tv CNews, la radio Europe1 o sul Journal du Dimanche sempre del gruppo Bolloré, per ripetere pari pari la propaganda del Cremlino sull’Ucraina, l’Europa e il mondo, ma sempre lamentandosi della libertà di espressione negata.

Ieri Fedorova è stata raggiunta da un decreto di espulsione, e sono cominciate polemiche destinate a crescere nei prossimi giorni, a mano a mano che i media dell’impero Bolloré prenderanno posizione, difendendo lei e le ragioni del ricorso già annunciato.



















































Per i fan di Putin, la voce di Fedorova è irrinunciabile. Gli altri si sono a lungo domandati come fosse possibile che la tv di propaganda Russia Today venisse oscurata dalle autorità francesi nel 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina, per poi consentire alla sua direttrice Xenia Fedorova di proseguire indisturbata nella stessa disinformazione, non più su una rete finanziata da Mosca ma sui media francesi.

Qualche settimana fa il caso di Xenia Fedorova, priva della qualifica di giornalista ma personalità di punta nell’impero mediatico Bolloré, ha provocato malumori e imbarazzi all’interno del governo francese, quando si è scoperto che godeva di un generoso e inusuale permesso di soggiorno decennale.

Da direttrice di Russia Today negava i legami di Mosca con i separatisti del Donbass, e poi i primi bombardamenti su Kiev. Una volta passata su CNews, Fedorova ha continuato a rilanciare le tesi del Cremlino in nome della libertà di espressione, ma negandola ai colleghi meno entusiasti su Putin, per suo volere allontanati dalla rete. Negli ultimi mesi Xenia Fedorova è apparsa sempre più sicura di sé e del suo ruolo all’interno dei media di estrema destra, anche in virtù della vicinanza personale sempre più stretta ed esibita con il 74enne patron, Vincent Bolloré.

Nell’ordine di espulsione emesso dal ministero dell’Interno si legge che «il suo comportamento lede gli interessi fondamentali dello Stato» e la presenza sul territorio «costituisce una minaccia particolarmente grave per l’ordine pubblico». Il punto non sono le opinioni di Xenia Fedorova, ma le falsità e la campagna di disinformazione condotta senza alcun contraddittorio, non come un’opinionista ma come un’agente della Russia, che anche a colpi di propaganda conduce la guerra ibrida contro la Francia e l’Europa.

All’inizio di giugno il deputato socialista Arthur Delaporte aveva chiesto di avviare una procedura di espulsione nei confronti della protetta di Vincent Bolloré, e ieri ha espresso la sua soddisfazione salutando «la fine dell’impunità per gli agenti del Cremlino che operano apertamente su CNews».

Prevedibilmente, a nome dei pro-Putin, l’eurodeputato lepenista Thierry Mariani ha criticato invece «il tentativo di mettere a tacere una delle rare voci dissonanti sul conflitto in Ucraina». Senza la collaborazione di Mosca, in ogni caso, l’espulsione di Fedorova è di difficile applicazione, a meno che lei non vada in un altro Paese pronto ad accoglierla. Ora si apre la battaglia legale e ideologica, alla quale parteciperà confinata a domicilio.

29 luglio 2026 ( modifica il 29 luglio 2026 | 21:36)