Confesso un pregiudizio: le pagine dei pressbook dedicate alla lavorazione mi annoiano quasi sempre, sicché le apro con la diffidenza di chi ha letto troppe volte che il set era una grande famiglia. Stavolta però c’è un dettaglio che vale il prezzo del biglietto, e comincia dal fatto che la verosimiglianza è un artificio costoso. Lo scenografo Charles Wood ha portato la squadra creativa a New York quasi un anno prima dell’inizio delle riprese, per assorbirne le texture e i ritmi, salvo poi doverla ricostruire in Gran Bretagna. La controfigura scelta è stata Glasgow, e non per capriccio: la città scozzese ha un impianto viario a griglia che rima con quello newyorkese, e soprattutto condivide con la Grande Mela un DNA stilistico, giacché molti degli architetti e dei costruttori che ne plasmarono il tessuto urbano lavorarono anche allo sviluppo di New York. Un cuginaggio di pietra.
Il grosso della ricerca, però, si è concentrato là dove il pubblico non arriva mai, ovvero sui cornicioni, sulle torri d’acqua, sui tetti. Perché Spider-Man abita una città verticale che esiste sopra la folla, e capire quella doppia esistenza, quella vita di sopra e quella di sotto, era il presupposto stesso del punto di vista del film, che poi è il medesimo tema della maschera e del volto declinato in urbanistica. Sicché si è costruito il più possibile in scenografia reale, con il vantaggio, tutt’altro che secondario, di dare agli attori qualcosa su cui appoggiare le mani. Wood ha attinto parimenti all’eredità fumettistica del personaggio, tant’è che il montaggio d’apertura si ispira a cinque o sei immagini distinte prelevate dalla storia visiva dell’Uomo Ragno, non ricalcate alla lettera ma reinterpretate in chiave cinematografica, conservandone composizione, inquadratura e temperatura emotiva.
Le sequenze d’azione portano la firma dello stunt coordinator Peng Zhang, già complice di Cretton sui set piece di Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, e l’obiettivo dichiarato non era lo spettacolo fine a sé stesso, bensì un’azione che approfondisse il personaggio e facesse avanzare il racconto: corpi che si spingono oltre il proprio limite, non figure intoccabili che scivolano nel caos. Holland ha eseguito personalmente quante più acrobazie possibile, tant’è che lo stesso Zhang ammette che la tenuta fisica e la disponibilità dell’attore hanno superato ogni previsione. Del resto, il suo passato di ginnasta e ballerino gli regala una consapevolezza corporea, un equilibrio e un tempo comico che nessuna controfigura potrebbe restituire. E lo scontro con i ninja della Mano concede a Cretton una parentesi di combattimento aereo che ammicca apertamente a La tigre e il dragone, cosa che non ci saremmo mai azzardati a scrivere in una recensione Marvel.
Ma la trovata più bella è di natura ottica, ed è figlia di un proposito preciso: Cretton e Pawlak volevano che i volteggi non fossero soltanto un’esperienza visiva, bensì sensoriale, e cioè che lo spettatore non vedesse Spider-Man attraversare la città, ma sentisse cosa quel movimento faccia al suo corpo. Da qui l’ossessione del direttore della fotografia per una lente che sembrasse stare dentro la maschera, insieme a Peter. Grazie alla Sony Venice ci è riuscito, tant’è che, ammette, la macchina da presa era praticamente sul bulbo oculare dell’attore, con ogni minimo dettaglio riversato sullo schermo gigante. E per le soggettive più spericolate a Holland è stato affidato uno speciale casco Cyclops con sistema Rialto, che di fatto lo ha reso operatore di sé stesso. Anche il suono partecipa alla congiura: il vento che schiaffeggia la macchina da presa è spinto in avanti nel missaggio, gonfia e distorce man mano che la velocità aumenta, finché il ruggito diventa quasi insostenibile. Perché Spider-Man non plana, viene strappato attraverso lo spazio dalla gravità e dall’inerzia. Come ultima nota di artigianato, il reparto oggetti di scena ha messo a punto una ragnatela liquida vera, materialmente manipolabile sul set. Ecco, adesso potete pure dirmi che il set era una grande famiglia. Vi crederò.

SPIDER-MAN™: BRAND NEW DAY