di
Andrea Rinaldi
Webuild riconoscerà 4,50 euro in contanti per ciascuna azione di Trevi portata in adesione, con un premio del 29,8%. L’offerta supera quella della Icop della famiglia Petrucco
Tra i due litiganti….. A sorpresa nella serata di mercoledì 29 luglio Webuild ha reso noto il lancio di un’opa totalitaria su Trevi-Finanziaria Industriale, holding capogruppo di Trevi group, proprio mentre l’ad del gruppo romagnolo, Giuseppe Caselli, si stava opponendo a un’altra offerta, quella della società di ingegneria udinese Icop, appartenente alla famiglia Petrucco. «Penalizzante» e «priva di logica», l’aveva definita Caselli mentre il sottosegretario Federico Freni plaudiva all’operazione.
Prezzi e dettagli
Webuild riconoscerà un corrispettivo interamente in contanti di 4,50 euro per ciascuna azione di Trevi portata in adesione, corrispondente a una valorizzazione complessiva pari a circa 295 milioni di euro, con un premio del 29,8% rispetto al prezzo di Trevi rilevato alla chiusura del 26 giugno scorso. Superiore quindi ai 273 milioni calcolati da Icop, che invece proponeva 0,133 azioni ordinarie Icop di nuova emissione per ciascuna azione Trevi portata in adesione. Per gli azionisti di Trevi la «nostra offerta rappresenta valore certo, immediato e più elevato», afferma Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild, assistita in questa operazione da Goldman Sachs, Intesa Sanpaolo-Divisione Imi Cib, Natixis, Provasoli Advisory Partners, Giliberti Triscornia e Associati, Studio Carbonetti e Associati. Acquisendo verticalmente competenze critiche come l’ingegneria e le fondazioni speciali, «rafforziamo la competitività del gruppo nell’esecuzione dei grandi progetti complessi», prosegue Salini. «Portiamo un’eccellenza come Trevi in un gruppo globale, garantendole scala, solidità finanziaria e accesso a un portafoglio ordini di 54 miliardi, e preservandone competenze, persone e identità». Per altro Trevi, proprio per le sue competenze nel sottosuolo, era già finita nel mirino di Webuild ai tempi di Progetto Italia, assieme a Pizzarotti e Astaldi.
Crescita ma fuori dalla Borsa
L’obiettivo di Webuild è acquisire l’intero capitale dell’emittente e delistarla per favorire sinergie tra i due gruppi. «Crediamo nel valore delle eccellenze italiane e nella loro capacità di affermarsi sui mercati internazionali: intendiamo valorizzare Trevi come centro di eccellenza del gruppo, ampliandone il ruolo in Italia e all’estero», conclude Salini. Il periodo di adesione all’Offerta – che sarà concordato con Borsa Italiana e avrà una durata compresa tra un minimo di 15 e un massimo di 40 giorni di Borsa aperta, salvo proroga – sarà avviato successivamente alla data di pubblicazione del Documento d’Offerta. Il perfezionamento dell’Offerta è previsto nel corso del secondo semestre 2026.
Cosa faranno gli azionisti
Ora gli occhi sono puntati tutti su Cassa Depositi e Prestiti, entrata nel capitale sociale nel 2014 con il Fondo Strategico Italiano, e oggi primo azionista, attraverso Cdp Equity con il 21,3%. Il resto dell’azionariato è composto da Polaris, fondo d’investimento Usa che detiene circa il 10%; dal gestore finanziario Praude con il 14% e dal mercato con un flottante di circa il 63,6%. La famiglia fondatrice Trevisani – sotto cui si è consumato il dissesto dell’azienda – è invece uscita.
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29 luglio 2026 ( modifica il 29 luglio 2026 | 22:07)
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