Dopo Kolo Muani e Alajbegovic, Carnevali a caccia di una prima punta per completare il reparto. Ma il canadese, con il suo stipendio da 6 milioni a stagione, impedisce nuovi grandi investimenti, e non vuole partire
Giovanni Albanese e Matteo Nava
30 luglio – 07:50 – MILANO
Non è finita qui, in casa Juventus. Un appartamento non si può definire ristrutturato con due sole stanze tirate a lucido e, per quanto la doppietta dell’amministratore delegato Giovanni Carnevali e del capo dell’area sport Frederic Massara abbia riacceso all’improvviso la speranza dei tifosi bianconeri, il lavoro da fare alla Continassa è ancora parecchio. Lo è proprio nel reparto d’attacco, dove ora il Randal Kolo Muani-bis non è sufficiente per far aderire questa Juventus a quella che dirigenza e allenatore sognano per la stagione 2026-2027. Al momento il reparto è composto dal francese, da Jonathan David, da Jeff Ekhator e da Arkadiusz Milik: nella mente di chi sta progettando la Signora che verrà, almeno la metà del reparto offensivo è destinato a cambiare.
La sfida—
Prima di pensare a chi potrebbe lasciare Torino, è meglio dare seguito ai sogni del popolo bianconero. Il nome in cima alla lista degli uomini mercato della Continassa, a oggi, è Joshua Zirkzee, vecchio pallino di Massara dai tempi della Roma e desideroso di ritrovare centralità in un progetto, possibilmente in quella Serie A che l’ha consacrato a grande calciatore dopo i primi vagiti da talento promettente e l’ha proiettato in un top club d’Europa. Il problema per lui è che al Manchester United lo spazio è poco e da questo punto di partenza si sono mosse le ambizioni della Juventus. I primi contatti con l’entourage del calciatore sono stati positivi e l’obiettivo è quello di lavorare fino a prelevarlo in prestito dai Red Devils. Facile? No, ma non lo era nemmeno battere l’agguerritissima concorrenza su Kerim Alajbegovic per regalare a Luciano Spalletti uno dei diciottenni più promettenti di tutto il continente. Nessun limite alle ambizioni, insomma.
Le altre strade—
Al di là della percorribilità o meno del sentiero che porta a Zirkzee, resta valida una questione che sin da gennaio fa compagnia alla gestione bianconera di Spalletti: sin dalla finestra invernale di calciomercato, infatti, l’allenatore ha espresso la necessità di un centravanti fisico che potesse risolvere nell’area di rigore le partite più complesse, un profilo rapace negli ultimi 10 metri quanto capace di far alzare la squadra tuffandosi sulle “pallate” della difesa della Signora. Erano i tempi dell’assenza per infortunio di Dusan Vlahovic e le stesse condizioni – in quel momento temporanee – sono diventate definitive con il mancato rinnovo del centravanti serbo, svincolato dal 1° luglio. Proprio a questo proposito l’allenatore non ha smesso di sperare in un ritorno dell’ex Fiorentina, con cui ha avuto nuovi contatti, e probabilmente non lo farà fino a quando non lo vedrà di un’altra maglia vestito. Intanto la dirigenza tiene in lista anche un altro centravanti fisico, meno costoso a livello di ingaggio, ma valutato 30 milioni di euro dal Parma: è Mateo Pellegrino, seguito anche dalla Fiorentina e tecnicamente adatto a quel ruolo di punta fisica diversa – come caratteristiche – da Kolo Muani, David e pure Ekhator.
Pronti alla dieta—
Si diceva di un reparto d’attacco con già quattro calciatori in rosa per la Juventus, di cui la metà potenzialmente in uscita. Ecco, Milik sarebbe il centravanti perfetto per il lavoro chiesto da Spalletti, ma purtroppo il suo fisico non gli permette di essere ancora affidabile per la Juventus, come l’ultima ricaduta dello scorso anno ha dimostrato per l’ennesima volta proprio quando lui, coraggiosamente, stava dimostrando di essere ancora il calciatore esperto ed efficace che l’Italia aveva conosciuto. Per questo motivo, il polacco pare destinato a lasciare la Continassa anche se la via d’uscita non sembra scontata vista l’apparente carenza di possibilità per lui. Ancora più spinoso è il caso David, perché dopo tutto è difficile pensare che la Juventus aggiunga a libro paga Zirkzee o qualche altra punta di livello simile senza alleggerirsi del canadese e dei suoi 6 milioni di euro di ingaggio annuo. L’ex Lille è tornato alla Continassa lo due giorni fa dopo gli ottavi di finale raggiunti con il Canada al Mondiale e ha tutta l’intenzione di dimostrare di essere da Juventus nonostante una prima stagione sottotono. Dal canto suo la Signora preferirebbe probabilmente monetizzare una sua cessione, visto che ha mercato ed è stato preso a parametro zero: l’incastro, insomma, non è banale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA