Jannik è già arrivato a 61 e per fine anno potrebbe avvicinarsi ai cento. Poi vanta 14 partnership internazionali che…


Federica Cocchi

Giornalista

30 luglio – 10:06 – MILANO

Jannik Sinner sta impastando il suo cemento. Al lavoro da inizio settimana a Montecarlo, il campione altoatesino sta preparando il ritorno nella sua fortezza, la superficie che più di tutte gli ha dato gioie in carriera, quella su cui ha vinto tre dei cinque Slam collezionati nelle ultime tre stagioni. Arrivare a quota 6, a una sola lunghezza dal rivale Carlos Alcaraz, sarebbe decisivo per lui, che all’inizio della stagione 2027 potrebbe poi tentare l’assalto all’amico e rivale spagnolo. Ma il cemento è anche la superficie su cui ha costruito un patrimonio che alla fine di quest’anno, grazie ai premi in denaro accumulati da inizio carriera arrivati a quasi 61 milioni di euro, potrebbe avvicinarsi a quota 100. Cento milioni, numero difficile anche solo da immaginare. Eppure, lo ha detto più di una volta: pur rispettandone l’importanza, Jannik dà al denaro il giusto valore. Nelle scelte non si fa guidare dai guadagni, si è concesso giusto un paio di Supercar, una Ferrari e una Porsche, ma resta pur sempre il ragazzo che, come primo acquisto dopo un torneo vinto, comprò una macchina incordatrice: “Mi sono accorto che si spendono troppi soldi portandole a incordare…”, raccontava allora in un video, girato dopo aver lasciato da poco la sua Sesto per trasferirsi a Bordighera da Riccardo Piatti e iniziare la sua caccia al tesoro sportivo e no. Anche da quel primo pensiero, si capiva che Jannik iniziava a diventare ciò che è adesso, un uomo da 1400 euro per minuto giocato. Un patrimonio costruito sul cemento, dove ha posto le fondamenta del suo dominio. Dei 30 titoli accumulati, 23 sono arrivati su quella superficie così anche gran parte della sua fortuna. Alla quale si aggiungono anche i ricchi emolumenti degli sponsor. 

Business—  

Il primo obiettivo resta naturalmente quello sportivo. Difendere il numero 1, allungare sugli inseguitori e andare a caccia del sesto Slam della carriera, il secondo della stagione dopo quello londinese appena vinto è ciò che Sinner vuole. Ma il fenomeno ha ormai raggiunto una dimensione nella quale risultati e business viaggiano sullo stesso binario. Ogni vittoria produce effetti immediati anche fuori dal campo. Oggi Jannik può contare su un portafoglio di 14 partnership internazionali, con un valore stimato attorno ai 35 milioni l’anno tra accordi fissi e bonus (fonte ChainOn). Con numeri di questo livello si colloca ormai nell’élite dello sport mondiale. La sua forza nasce dall’unione di risultati, immagine, credibilità e continuità di rendimento, caratteristiche che hanno convinto marchi come Nike, Gucci, Rolex, Lavazza, De Cecco, La Roche Posay, Fastweb, Explora Journeys e Allianz a legare il proprio nome al numero 1 del tennis mondiale. Il salto rispetto a pochi anni fa è stato impressionante: quando aveva iniziato la scalata verso il vertice, il valore era legato soprattutto alle prospettive. Oggi, invece, quelle promesse si sono trasformate in realtà: 5 titoli Slam, settimane in vetta al ranking che sono già arrivate a 82, record scritti e riscritti, popolarità ormai consolidata su tutti i principali mercati. 

Cifre stellari—  

Cifre stellari Premi e sponsorizzazione, tuttavia, viaggiano su binari diversi e la quota 100 di soli prize money partendo dalla base di 60 milioni è davvero vicina. Basti pensare che già soltanto conquistando il titolo delle Atp Finals da imbattuto, come fece lo scorso anno, Jannik può portare a casa 4,6 milioni. E sul percorso da qui a Torino ci sono almeno tre Masters 1000 (Cincinnati, Shanghai e Parigi indoor) e lo Us Open. Tutti appuntamenti molto ricchi a cui il nostro campione arriverà con tutta probabilità fino alle fasi finali e con la possibilità di aumentare il gruzzolo di un’altra decina di milioni. E se non bastassero i premi ufficiali, c’è anche il Six Kings Slam a dare un colpetto al salvadanaio. Pur non assegnando punti Atp, il torneo saudita è diventato uno degli eventi economicamente più ricchi del tennis, con un superpremio da 5 milioni e mezzo per chi vince (e le ultime due edizioni le ha conquistate proprio Sinner) più dei regali come la racchetta d’oro, che vale quasi mezzo milione. Parlare troppo di euro, però, non è elegante e lo ha detto lui stesso in più di un’occasione: “Non gioco per soldi. Il denaro è importante ma non così tanto”.