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RIETI – “Ratto delle Sabine”, la matassa si sta sbrogliando. Il quadro arriverà a Rieti a metà settembre, per essere esposto nella Sala degli Specchi per dieci mesi. Uno slittamento dovuto a motivi organizzativi, con tempi allungati rispetto a quelli previsti, visto che l’opera doveva arrivare in città lo scorso marzo, per un prestito dai Musei Capitolini di Roma. Discussa ieri l’interrogazione proposta dal consigliere di minoranza Emiliana Avetti, in merito ad alcune questioni relative alla gestione delle attività culturali. Tra queste, l’arrivo a Rieti del dipinto di Pietro da Cortona “Il Ratto delle Sabine”, nell’ambito delle iniziative de “L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026”.
«Era stata ampiamente pubblicizzata e attesa l’esposizione del dipinto, evento programmaticamente e culturalmente concepito per realizzarsi in stretta concomitanza e sinergia con l’omonimo spettacolo di danza con protagonista l’étoile Susanna Salvi. Tuttavia, mentre l’evento coreutico ha avuto luogo, del dipinto non vi è alcuna traccia», si legge nell’interrogazione. L’assessore alla Cultura Letizia Rosati, ha comunicato che il quadro arriverà a settembre per poi essere esposto fino al 2027, anno in cui ricorre anche il centenario dell’istituzione della Provincia. «Fino al 31 dicembre 2026 l’esposizione sarà gratuita per tutti, inclusi i servizi come audioguida e catalogo – spiega l’assessore – poi si proseguirà per buona parte del 2027, con possibilità di ulteriore proroga, dietro pagamento di un biglietto per sostenere i costi.
Ci piace prolungare l’onda lunga di questo anno speciale, unendo l’importante ricorrenza del centenario della Provincia».
La mostra sarà aperta tutti i giorni ad eccezione del lunedì. Il ritardo è dovuto a motivazioni di tipo organizzativo, anche subentrate in questi ultimi mesi: «Si tratta di un’opera monumentale che richiede attenzioni e accortezze, anche assicurative. Grazie anche al dirigente Berton e all’interlocuzione con i Musei Capitolini sono state superate complessità di vario tipo, ma ora la Sala degli Specchi è stata attrezzata con wi-fi, videosorveglianza e un impianto di areazione adeguato, con antincendio, climatizzazione e tutte le messe a punto che serviranno anche in futuro».
«È stato ammesso che il problema c’è stato – dice il consigliere Avetti – evidentemente nella fase burocratica relativa allo spostamento i tempi si sono prolungati, dunque non è stato possibile esporre il quadro in concomitanza con l’omonimo spettacolo di danza. Si comprende che una pianificazione del genere sia complicata e che il tutto si sia dimostrato più difficile del previsto, di certo era necessario pianificare una progettualità preventiva e meglio programmata, ben sapendo fin dall’inizio le dimensioni e l’importanza dell’opera».
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