di
Redazione Milano

È tra gli amministratori delle società del gruppo Ops, al centro di un’inchiesta finanziaria della Procura. Proprio martedì, 28 luglio, era stato nominato coordinatore regionale vicario in Lombardia del partito di Vannacci

Martedì scorso, 28 luglio, la nomina ufficiale, il giorno dopo le dimissioni. Luca Carleo era stato designato responsabile vicario per la Lombardia (con delega specifica su Milano) dal coordinamento centrale di Futuro Nazionale – il partito di Roberto Vannacci – nella giornata del 28 luglio. Oggi, però, è emerso il suo coinvolgimento nelle indagini per presunte frodi da oltre 30 milioni di euro. Luca Carleo è infatti uno degli amministratori delle società del gruppo Ops al centro di un’inchiesta finanziaria della Procura di Milano. 

Insieme all’amministratore Ciro Di Meglio e ad altre otto persone è ora destinatario di misure cautelari su cui dovrà decidere il gip dopo gli interrogatori preventivi. Da qui la decisione di rassegnare le dimissioni, subito accettate dal partito: «Accolgo le dimissioni di Luca Carleo, in attesa che possa chiarire le vicende giudiziarie a suo carico nel caso Ops – ha dichiarato Massimiliano Simoni, il coordinatore nazionale di Fn -. Mi auguro che possa essere fatta piena luce e lo ringrazio per il senso di responsabilità nel fare un passo indietro in un momento così delicato». Per poi concludere: «Nei prossimi giorni il Partito provvederà a una nuova nomina all’altezza dell’incarico».



















































Oggi era infatti stato eseguito un decreto di sequestro preventivo per reati in materia di abusi di mercato verso tre società quotate. E anche Ops Italia, che era già stata sospesa dalle quotazioni in Borsa per un errore di emissione di azioni. Stamattina i finanzieri del Nucleo speciale di Polizia valutaria di Roma (su delega della Procura della Repubblica di Milano) hanno eseguito il sequestro delle azioni e delle quote di quattro società riconducibili all’imprenditore Ciro Di Meglio – oltre al sequestro di 100.000 euro quale profitto ottenuto dalla manipolazione del mercato.

Le ipotesi di reato contestate riguardano, tra le altre: ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale, malversazioni di erogazioni pubbliche, nonché responsabilità amministrativa delle società per reati commessi a loro vantaggio da parte degli amministratori.

Le attività di indagine, svolte con la collaborazione di Consob, hanno evidenziato condotte illecite da parte dell’amministratore delegato e del direttore generale delle società quotate, «con il concorso di 33 tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti, finalizzate a sottoscrivere fittizi aumenti di capitale, drenare liquidità dalle società quotate, raccogliere fondi anche attraverso l’ottenimento di finanziamenti garantiti dallo Stato per destinarli a fini diversi da quelli indicati nel contratto di finanziamento, frodare il mercato finanziario attraverso l’utilizzo distorto dello strumento dei Prestiti obbligazionari convertibili non standard (Poc), per oltre 30 milioni di euro» si legge nel comunicato del procuratore di Milano Marcello Viola.


Vai a tutte le notizie di Milano

Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano

29 luglio 2026 ( modifica il 30 luglio 2026 | 08:10)