Parola d’ordine: pazienza. La Gas Sales Bluenergy che ad agosto lascerà la sala parto è una formazione giovane e completa, ma avrà bisogno di qualche tempo per mettere in mostra tutte le proprie qualità. Parola di Ninni De Nicolo, il direttore sportivo che fra la primavera e la prima parte dell’estate ha creato il nuovo gruppo da consegnare in palestra a Dante Boninfante.

Che mercato è stato?

«Non possiamo negare – spiega – di aver affrontato delle difficoltà legate al caso Mandiraci e per questo devo ringraziare la società, pronta a trovare una soluzione immediata. Il ragazzo ci ha comunicato solamente ai primi di giugno la volontà di accettare altre offerte, in un momento in cui tanti giocatori top sono già accasati. Siamo riusciti ugualmente a sostituirlo con uno schiacciatore di valore come Robinson, che era già nel mirino per il futuro. E’ alla sua prima esperienza in Italia e avrà bisogno di un minimo di ambientamento, ma parliamo di uno schiacciatore con ottime qualità in attacco e a muro. Non è lontano dal Mandiraci arrivato a Piacenza due anni fa».

E il suo compagno di nazionale Merrick McHenry?

«Ha le caratteristiche per diventare il beniamino del pubblico; spettacolare e con grandi qualità in attacco e a muro. E’ all’estero da qualche stagione e ha già giocato i Mondiali da titolare; su lui e Robinson gli Stati Uniti puntano parecchio per le Olimpiadi in casa di Los Angeles 2028».

Avete creato un gruppo ancora più giovane di quello dello scorso anno. Quali potrebbero essere i vantaggi e i problemi?

«La squadra era stata programmata per un progetto biennale e infatti fino a giugno il nostro mercato era stato praticamente fermo. Poi la scelta di Mandiraci ci ha costretti a rivedere le nostre idee, così è nato un roster giovane ma di grandi qualità. Iyegbekedo era richiesto da tante formazioni, credo possa essere uno dei colpi di mercato e probabilmente giocherà da titolare i prossimi Europei. Manuel Zlatanov è un altro atleta dotato di un ottimo potenziale, mentre Nikola Brboric ha ottime qualità in ricezione e al servizio e ci sarà molto utile durante il campionato».

Con i “se” non si fa la storia, ma conoscendo in anticipo le decisioni di Mandiraci avreste tenuto Simon, uno dei leader della squadra?

«Parliamo di un giocatore a cui sono molto legato, una persona che mi è stata vicino e mi ha aiutato parecchio ad ambientarmi quando sono arrivato. Le scelte si fanno sempre in due, difficile dire cosa sarebbe successo se avessimo saputo prima di Mandiraci».

La scelta del turco, che vi ha lasciato a piedi praticamente a mercato chiuso, fa venire un dubbio: ha ancora senso programmare se poi i contratti possono essere stracciati da un giorno all’altro?

«Io credo di sì per un motivo: per far partire i cicli è necessario avere a disposizione un gruppo di italiani. Noi oggi abbiamo un’ottima base: Porro, Bovolenta, Galassi, Pace e Comparoni sono tutti giocatori eccellenti, a cui abbiamo aggiunto anche Zlatanov. E, aspetto non secondario, sono tutti legati al nostro progetto. Li abbiamo giovani e bravi».

Credete di aver fatto tutto il possibile per trattenere Mandiraci?

«Assolutamente sì. La prima offerta del Fenerbahce è stata respinta al mittente, quella del Galatasary non era replicabile. Al giocatore hanno proposto più del triplo e lui ha fatto la sua scelta, su questo non posso dire niente. Però è innegabile che i tempi della trattativa ci abbiano creato problemi. Stiamo parlando di un giocatore che ha dato tanto a Piacenza, ma che da Piacenza ha ricevuto molto».

Ma perché Trento trattiene Michieletto, Perugia non fa andare via i suoi campioni come Verona con Keita e Civitanova con Nikolov, mentre la Gas Sales Bluenergy in due stagioni ha perso prima Maar e poi Mandiraci?

«Perché gli altri non hanno ricevuto offerte monstre dalla Turchia. E comunque in generale oggi l’aspetto principale è la volontà del giocatore. Michieletto resta perché lui è convinto a non lasciare Trento».

Quale sarà il punto di forza di Piacenza?

«Spero innanzitutto di avere la squadra al completo il prima possibile. Abbiamo un roster di qualità, con giocatori che dovranno assumersi ancora più responsabilità rispetto allo scorso anno, ma sono sicuro che questo non sarà un problema».

Il livello della Superlega è migliorato, peggiorato o è rimasto uguale?

«Credo che Trento sia cresciuta fra i giocatori inizialmente in panchina, mentre Perugia ha trovato un ragazzo come Henno che mi piace tanto. Alcune altre formazioni forse si sono un po’ indebolite, ma con l’inserimento dei playout vivremo una regular season avvincente fino all’ultimo e potranno esserci delle sorprese».

La griglia delle favorite è sempre la solita degli ultimi anni?

«Trento e Perugia sono una spanna sopra tutti, la Lube con l’arrivo di Simeon Nikolov ha aggiunto qualcosa in fatto di personalità. Alle spalle vedo un gruppo compatto; noi dovremo lavorare per creare un ambiente che abbia la stessa armonia dello scorso anno, questa potrebbe essere la nostra arma in più».