A Roma, in via Portuense all’altezza del civico 473, è comparsa una scritta minatoria rivolta al ministro della giustizia Carlo Nordio: “Nordio ti metto dentro una R4”, accompagnata da una stella a cinque punte e dalla sigla “Br”. La minaccia richiama la Renault 4 rossa nella quale il 9 maggio 1978 fu ritrovato il corpo di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate rosse dopo 55 giorni di prigionia. La scritta, notata la sera precedente dai residenti, si trova non lontano dalla caserma dei carabinieri nell’ex ospedale Forlanini ed era ancora visibile questa mattina.
Conte: «Vicinanza al Ministro»
«Porto ovviamente la mia vicinanza e la solidarietà al ministro Nordio da parte mia, della comunità trevigiana e di tutta la comunità dei sindaci del Veneto per questo atto intimidatorio, queste minacce che turbano la serenità di un ministro e di una persona che sta lavorando per il bene comune» ha commentato il sindaco di Treviso, Mario Conte «sta lavorando per migliorare la qualità di vita nel nostro paese, quindi sta asservendo i cittadini italiani e il risultato è che si trova vittima di minacce, quindi totale solidarietà ogni qualvolta che si parla di un amministratore o di qualcuno che è vittima di minacce. Io credo che tutti noi abbiamo il dovere di reagire con grande determinazione e proteggere e difendere quelle persone che si mettono a disposizione della comunità e che non possono essere appunto oggetto di questo tipo di comportamenti. Quindi spero venga fatta chiarezza quanto prima, che ci siano delle indagini, che i responsabili vengano individuati, nel frattempo però fatemi davvero portare tutta la vicinanza al ministro Nordio e anche un grande ringraziamento per il lavoro che sta svolgendo per tutti gli italiani».
La solidarietà di Zaia
Il presidente del consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha condannato con fermezza quanto accaduto. «Le minacce rivolte al ministro della giustizia, Carlo Nordio, accompagnate dalla stella a cinque punte e dalla firma delle Brigate rosse, rappresentano un fatto grave e vile. A Carlo Nordio, uomo delle istituzioni, veneto autorevole e persona che conosco e stimo profondamente, esprimo la mia più forte e convinta solidarietà, insieme alla vicinanza di tutto il consiglio regionale del Veneto», ha dichiarato Zaia.
Il presidente ha poi sottolineato la carriera istituzionale del ministro: «Colpire Nordio significa tentare di intimidire non soltanto un ministro della Repubblica, ma un uomo che ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato. Nel suo lungo impegno da magistrato ha sempre difeso le istituzioni con rigore, equilibrio e fermezza, anche nelle sedi giudiziarie e nei momenti più delicati».
Zaia ha quindi espresso fiducia nella reazione del diretto interessato: «Sono certo, peraltro, che, conoscendo da tempo il ministro, Nordio non solo non arretrerà di un millimetro, ma che minacce come queste non possano che rafforzare ulteriormente il suo impegno e la sua tenacia nella difesa delle istituzioni». In chiusura, il presidente ha invocato una risposta rapida da parte delle autorità: «Lo Stato risponda con la massima fermezza, individuando rapidamente i responsabili».

Manildo (Pd): «Confido nel lavoro degli inquirenti»
«Ferma condanna e piena solidarietà al ministro della Giustizia, Carlo Nordio». Con queste parole il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Manildo, a seguito del ritrovamento a Roma di una scritta intimidatoria che riporta la seguente frase: ‘Ti metto dentro una R4’, siglata con la stella a cinque punte delle Brigate Rosse. «Si tratta di un atto vile che, evocando esplicitamente la drammatica vicenda di Aldo Moro e i simboli delle Brigate Rosse, tenta di risvegliare i fantasmi di una delle pagine più buie e dolorose della storia repubblicana. Le minacce e i richiami al terrorismo – dichiara Manildo – sono un attacco diretto non solo alla persona del ministro, ma alle istituzioni democratiche e allo Stato di diritto. Confido nel lavoro degli inquirenti per fare piena luce sul grave episodio e rinnovo vicinanza al ministro».
Brescacin (GM): «Attacco inaccettabile alle Istituzioni e alla democrazia»
«Esprimo la mia più ferma e convinta solidarietà al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, destinatario di una gravissima e inquietante intimidazione che richiama una delle pagine più tragiche della storia della Repubblica Italiana. La scritta comparsa a Roma, con l’esplicito riferimento alla Renault 4 e alle Brigate Rosse, non rappresenta soltanto una vile minaccia nei confronti di un Ministro della Repubblica, ma costituisce un’offesa alla memoria di Aldo Moro e di tutte le vittime del terrorismo, oltre che un attacco diretto alle istituzioni democratiche del nostro Paese. Sono gesti che vanno condannati senza esitazioni, senza distinguo e senza ambiguità. Non possono trovare alcuna giustificazione né essere minimizzati». Con queste parole la capogruppo Sonia Brescacin (gruppo Misto), a palazzo Ferro-Fini.
«Evocare gli anni del terrorismo – prosegue la consigliera – significa tentare di riportare nel dibattito pubblico il linguaggio dell’odio e della violenza, un linguaggio che l’Italia ha sconfitto grazie al coraggio delle istituzioni, delle forze dell’ordine, della magistratura e di tanti cittadini. A Carlo Nordio rivolgo la mia vicinanza personale e istituzionale, con l’auspicio che i responsabili vengano individuati al più presto e chiamati a rispondere delle proprie azioni».
«La dialettica politica, anche quando è aspra, deve sempre rimanere entro i confini del confronto democratico e del rispetto delle persone e delle istituzioni. Chi sceglie la minaccia e l’intimidazione – sottolinea Brescacin – si pone fuori dalla comunità democratica e deve trovare una risposta compatta da parte di tutte le forze politiche, senza eccezioni. Di fronte a episodi di questa gravità è necessario riaffermare, con una sola voce, che lo Stato non si lascia intimidire e che la democrazia è più forte di qualsiasi tentativo di riportare il Paese agli anni bui del terrorismo».