Bologna, 30 luglio 2026 – Quello il cui incarico è stato conferito questa mattina in procura all’ingegnere Giuseppe Ferraro sarà un accertamento che prenderà in esame l’attività memorizzata dal cellulare di Abderrahim Fakir a partire dal primo gennaio 2026. Sette mesi.

Sette mesi da ricostruire

Sette mesi da ricostruire tra spostamenti e messaggi finiti nella memoria del telefono e che saranno esaminati dal consulente della procura alla ricerca di elementi rilevanti per rispondere alle domande che ancora permangono sulla tragedia di Fakir Abderrahim.

Sette mesi a cui però si potrebbero aggiungere altri spaccati di memoria, qualora il consulente della procura dovesse ritenere di avere trovato elementi utili all’inchiesta e che necessitino di estendere il periodo d’esame più indietro nel tempo.

Perizia sul cellulare di Fakir: 7 mesi da ricostruire. Anselmo: “Analisi si limitino ai fatti. Evitiamo vittimizzazione secondaria”
Il legale della famiglia: “Periodo troppo esteso”

Un periodo a cui comunque la famiglia di Fakir, nella persona dell’avvocato Anselmo, ha evidenziato come “troppo esteso” chiedendo che per qualsiasi estensione delle analisi venga compiuta solo a seguito del nulla osta dei familiari stessi.

È stato fissato un tempo di 60 giorni per la consulenza sul cellulare. “C’è stata un po’ di questione sul quesito, adesso vedremo le modalità con cui sarà seguita” la consulenza, ha spiegato il legale della famiglia di Fakir, l’avvocato Fabio Anselmo. “Quello che noi vogliamo evitare, oltre al fatto che non siamo noi che lo diciamo ma lo dice più volte la Cassazione, esiste un diritto alla privacy, che va contemperato con quello delle indagini, ma non soccombe rispetto a quello delle indagini, per cui le analisi dei cellulari, dei supporti informatici siano limitate strettamente, dal punto di vista cronologico e logico, ai fatti per cui si procede”, ha detto Anselmo. “Lo dico perché voglio evitare una vittimizzazione secondaria – ha proseguito -. Ho fatto un’istanza precisa alla Procura. Voglio evitare che tutti i fatti personali di Fakir diventino oggetto di talk show e di discussione televisiva e che venga, diciamo, infangata la sua memoria e che si realizzi ciò che la Cedu vieta, cioè è una vittimizzazione secondaria, oltretutto di un morto che non si può difendere”.

I consulenti

Il tempo fissato per il deposito delle conclusioni è 60 giorni e le parti hanno nominato come propri consulenti: l’ingegnere Sergio Civino per la famiglia, l’ingegnere Spalletti per i due agenti di polizia (difesi dall’avvocato Gabriele Bordoni) e nessun consulente di parte per i quattro sanitari del 118, difesi dall’avvocato Mario Simoni.

Ricostruzione dello stato psicofisico di Fakir

La ricerca sarà finalizzata e circoscritta agli esclusivi elementi ritenuti utili per ricostruire lo stato psicofisico di Fakir il giorno della tragedia. In tale ambito, dunque, anche eventuali messaggi o immagini per chiarire il motivo per cui era al Pilastro domenica 19 luglio se appunto sia di utilità per determinare il quadro psicofisico dell’uomo e come questo abbia influito.

I familiari di Fakir sono stati ascoltati in Procura il 27 luglio (Schicchi)

I familiari di Fakir sono stati ascoltati in Procura il 27 luglio (Schicchi)

L’appuntamento in Procura nella mattina

Questa mattina è stato l’avvocato Fabio Anselmo ad arrivare per primo all’appuntamento fissato dalla procura alle 11 per il conferimento dell’incarico all’ingegner Ferraro per compiere la perizia sul cellulare di Abderrahim Fakir, che lui non aveva con sé quando è morto, ma che è stato sequestrato da casa sua nei giorni seguenti.

Il ‘no’ della procura al cambio di corpo investigativo

Il legale dei familiari della vittima si è prima soffermato sul ‘no’ della procura al cambio di corpo investigativo ventilato nei giorni scorsi da Anselmo, affermando che: “Condivido ciò che ha detto l’autorità giudiziaria e la ricostruzione del pensiero sulla terzietà mi ha rassicurato”.

Anselmo: “Esame delicato”

Anselmo ha poi palesato l’importanza dell’analisi del cellulare di Fakir che inizierà oggi: “Questo è un esame molto delicato. Adesso mi preoccupo di questo incombente piuttosto che di riproporre un cambio di corpo. Questo è un incombente non affatto scontato e dipende da chi lo fa”.

Sull’istanza del collega Bordoni

Poi, la stoccata sull’istanza del collega Gabriele Bordoni, legale dei due agenti intervenuti al Pilastro, che ha chiesto di estendere la perizia tecnica anche a tutte le immagini e filmati della tragedia di Fakir. “Se vuole Bordoni, può mettere anche il mio cellulare sotto perizia”.