Bologna, 30 luglio 2026 – I canali di Bologna invasi dai fenicotteri. Il primo era comparso nel nuovo Naviglio, in via Riva di Reno, poi ne è arrivato un altro nel canale delle Moline. E le foto sono diventate subito virali sui social. Non è chiaro se si tratti di un gesto di protesta legato a movimenti ambientalisti, o magari alle proteste del ‘flamingo’ (fenicottero, appunto) in Albania, la ‘flamingo revolution’, contro un progetto di turistificazione lungo la costa sostenuto dal genero di Donald Trump, Jared Kushner. Così, ora, oltre al nuovo Naviglio, Bologna ha anche i suoi fenicotteri: i materassini, tuttavia, sono stati già rimossi dai canali di Bologna per evitare che finissero in mezzo a griglie e scolmatori.

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Le foto virali sui social

Sono già diventate virali le foto dei fenicotteri nei canali negli ultimi giorni. Il tam tam è partito da WhatsApp ed è arrivato su Facebook e Instagram, fino ad attirare anche le attenzioni dell’eurodeputato Stefano Cavedagna (FdI): “Questi sono i Navigli di Bologna – attacca il meloniano –. I residenti denunciano cattivi odori e sporcizia. E quel fenicottero è lì da giorni”.

Ieri pomeriggio anche il consorzio Canali di Bologna ha pubblicato una storia dopo la rimozione del materassino invitando a rispettare i corsi d’acqua e promuovendo “l’idrocivismo”.

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Canali di Bologna: “Rispettiamo la rete cittadina”

A chiarire la situazione Andrea Bolognesi, direttore di Canali di Bologna: “Il fenicottero era nel canale da qualche giorno, ma non solo: ce n’era un altro anche vicino alla finestrella di via Piella e ne sono stati trovati diversi in varie città – spiega  l’ingegnere idraulico –. A monte c’è probabilmente l’iniziativa di qualche attivista e non una burlonata bolognese. L’abbiamo lasciato lì per qualche giorno, poi quando abbiamo visto che inizia a muoversi l’abbiamo rimosso perché, se un oggetto così finisce contro l’impianto di sgrigliatura, quest’ultimo finisce per bloccarsi”.

“L’obiettivo è ovviamente la sicurezza ovviamente e non per una questione estetica, lo stesso discorso valeva per le alghe due settimane fa – insiste Bolognesi –. Non c’è bello o brutto, ma funzionale o non funzionale: noi cavalchiamo sempre il tema dell’idrocivismo, anche prima che venisse aperto il Naviglio, perché non è insolito trovare nel tratto della finestrella Mobike buttate, fittoni metallici, pali distrutti e altri detriti. Sembra quasi che lo specchio d’acqua invogli l’essere umano a lanciare dentro oggetti, anche voluminosi. Bisogna, invece, avere rispetto per il nostro reticolo idrico”.

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Il caso delle alghe

Solo qualche giorno fa, i canali e il nuovo Naviglio erano già finiti al centro dell’attenzione per la presenza di alghe e altri elementi vegetali che avevano fatto gridare allo scandalo sui social (e anche a qualche politico). Anche in quel caso, Bolognesi aveva insistito per chiarire come si trattasse di “un fenomeno naturale dovuto all’alto calore delle temperature” dell’acqua e ai vari fenomeni atmosferici, con l’Arpae che si era preoccupata anche di far partire alcune rilevazioni per assicurarsi della qualità del corso idrico.

Alla fine, il problema era rientrato e le alghe erano sparite anche a seguito di pioggie e acquazzoni che hanno favorito il ricambio d’acqua. Gli occhi dei bolognesi, in ogni caso, restano attentissimi e puntatti su tutto ciò che gravita attorno al nuovo Naviglio in Riva Reno.