Carlo Eleuteri racconta l’incontro con la star americana: «Ha provato qualche oggetto e ha detto che sarebbe rimasta un altro giorno a Roma. Nonostante la fama mondiale, è una donna normalissima senza atteggiamenti da diva»
Una mezz’ora in gioielleria, qualche oggetto provato, una piacevole chiacchierata e nessun atteggiamento da diva inarrivabile. Le vacanze romane di Jennifer Lopez sono passate anche da via Condotti, dove la popstar americana ha visitato la storica gioielleria Eleuteri insieme alla figlia Emme Maribel Muñiz. Nessun acquisto, ma una lunga sosta per osservare da vicino alcune creazioni e parlare con il titolare Carlo Eleuteri, abituato a ricevere clienti internazionali ma decisamente sorpreso dall’atteggiamento della cantante. «È una persona gradevolissima e normalissima, molto elegante e gentile», racconta al Corriere.
«Ha provato qualcosa e ci siamo messi a parlare»
«Ha visto diverse cose, ne ha provate alcune ed è rimasta con noi una mezz’oretta», prosegue Eleuteri. «Mi ha detto che le piace moltissimo la città, ma che sarebbe rimasta soltanto un altro giorno». Assieme a Jennifer Lopez c’erano un’assistente e una guardia del corpo. «Non aveva alcun atteggiamento da star. Era tranquilla, disponibile e molto garbata. L’ho accolta come accolgo qualunque altro cliente e questo deve averla fatta sentire a suo agio. Poi le ho chiesto una foto e lei ha accettato con grande naturalezza».
«Le altre star che ho servito? Tutte tranquille ed educate»
Per Eleuteri non è la prima visita di una celebrità di tale calibro. Nella boutique di via Condotti sono capitate negli anni, tra le altre, Katy Perry e Charlize Theron. Eppure, spiega il titolare, ogni volta ciò che lo colpisce è sempre lo stesso dettaglio. «Le grandi star, quando sono immerse nella loro vita quotidiana, sono persone normalissime. Anche Jennifer Lopez si è dimostrata molto rilassata, educata e curiosa. È questo l’aspetto che mi è rimasto più impresso». L’emozione, ammette sorridendo, c’è stata sicuramente ma non ha pregiudicato la professionalità anche tra i collaboratori. «Quando ho mostrato la foto alle mie figlie, sono impazzite. Anche le ragazze che lavorano con me erano emozionate, ma sono rimaste molto professionali».
30 luglio 2026
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