di
Alessia Conzonato
Secondo il FT, la domanda proviene soprattutto da Cina, mercato strategico per i veicoli elettrici, e da poli tecnologici come la Silicon Valley. I conti di Maranello: ricavi e utili in aumento
Alla sua presentazione sul mercato del 25 maggio, Ferrari Luce, il primo modello elettrico del Cavallino Rampante, non ha convinto. A Piazza Affari, il giorno successivo, il titolo aveva bruciato circa 5 miliardi di euro. Non erano mancate le critiche (anche da personaggi illustri, spesse condite da sarcasmo), secondo le quali l’automobile non ha i tratti tradizionali della Ferrari, riconoscibili e apprezzati da tutto il mondo. Eppure, nonostante tutto, secondo quanto riporta il Financial Times, sembra che Maranello abbia già raggiunto l’obiettivo di vendita per Luce fissato entro la fine del 2026: 500 unità in soli due mesi.
Le polemiche su Ferrari Luce
A spingere la domanda sono state soprattutto le richieste provenienti dalla Cina. Al momento FT è la sola fonte, ma se il dato fosse confermato si tratterebbe di un traguardo importante.
La Ferrari Luce ha un prezzo base di 550 mila euro, è un modello familiare di lusso con motorizzazione elettrica, quattro porte e cinque posti.
La critica più diffusa ha riguardato l’estetica: disegnata da Jony Ive (ex Apple) e dal team LoveFrom, ha una linea molto diversa dalle Ferrari tradizionali. Anche l’alimentazione elettrica è entrata nel mirino: l’assenza del tradizionale motore V8 o V12 del caratteristico sound, considerati elementi essenziali dell’esperienza Ferrari. Infine, il prezzo: molti osservatori hanno sostenuto che fosse fin troppo elevato, anche per gli standard di Maranello, soprattutto per una berlina.
Obiettivo 2.500 unità al 2030
Il rapido esaurimento delle unità previste per l’anno in corso è dovuto principalmente alla domanda da poli tecnologici strategici, come la Silicon Valley, e dalla Cina, il mercato più avanzato per le auto elettriche di alta gamma. Per Ferrari, da sempre legata ai motori a combustione e che con questo modello entra per la prima volta sul mercato, rappresenta anche un banco di prova per testare il successo del prodotto e la capacità di attrarre una nuova fascia di clienti. Oltre al target del 2026, il Financial Times parla anche di quello a lungo periodo: Ferrari punterebbe, infatti a vendere circa 2.500 esemplari della Luce entro il 2030, ovvero circa 600 unità all’anno. Si tratta di una quota pari a circa il 5% delle vendite complessive del Cavallino Rampante, un risultato che molti analisti considerano già raggiungibile.
Ricavi e utile netto in crescita
In questo contesto, i conti Ferrari evidenziano ricavi netti pari 1,9 miliardi di euro nel secondo trimestre, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente (+11% a cambi costanti), un utile operativo pari a 605 milioni, con un margine al 31,2%, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente (+16% a cambi costanti) e un utile netto di 463 milioni, in crescita del 9%. La casa di Maranello ha rivisto al rialzo la guidance 2026 con ricavi netti a circa 7,6 miliardi (era 7,5 miliardi). L’ebitda è pari a 755 milioni, con un margine pari al 39%, in aumento del 7% rispetto all’anno precedente (+12% a cambi costanti).
Il free cash flow industriale è pari a 276 milioni, in aumento del 39% rispetto all’anno precedente. «I solidi risultati del secondo trimestre riflettono la nostra disciplina nell’esecuzione e la costante efficacia della nostra strategia. Il trend sostenuto delle personalizzazioni ci consente di alzare la guidance per il 2026», commenta Benedetto Vigna, ceo di Ferrari. «In un solo trimestre abbiamo presentato la Ferrari Luce e la Ferrari 12Cilindri Manuale: due auto sportive profondamente diverse tra loro ma che incarnano lo stesso Dna di Ferrari, dimostrando la nostra capacità di coniugare in modo unico tradizione e innovazione.
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30 luglio 2026 ( modifica il 30 luglio 2026 | 17:09)
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