Città di Castello, 30 luglio 2026 – Si era sottoposta a un lifting ma qualcosa durante l’intervento di chirurgia estetica eseguito lo scorso ottobre in una clinica privata di Città di Castello è andato storto. La donna, 74 anni di Città di Castello, è morta il 25 luglio dopo un lungo calvario in ospedale. Ora la Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un’indagine sul decesso della signora. L’inchiesta, tuttora in corso, è coordinata dalla Procura di Perugia che ha disposto un accertamento tecnico irripetibile e verrà conferito l’incarico al consulente nominato dalla Procura, il professor Alessandro Santurro, associato di Medicina legale dell’Università degli Studi di Salerno. Gli indagati sono due medici: un chirurgo plastico e un anestesista a cui vengono contestate le ipotesi di reato di omicidio colposo e responsabilità sanitaria.

L’ipotesi dell’accusa

Secondo l’ipotesi della pubblica accusa, i due professionisti, violando le regole di cautela e le linee guida specifiche, per imperizia, imprudenza o negligenza, avrebbero prima causato lesioni gravissime alla paziente e poi la sua morte.

La ricostruzione della vicenda

Ricostruendo la vicenda, la paziente si era sottoposta all’intervento di chirurgia plastica in una clinica privata nell’ottobre del 2025. Nel corso dell’intervento, la donna sarebbe entrata in coma. Da qui, il trasferimento d’urgenza al Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove era stata ricoverata in prognosi riservata. La sua condizione sarebbe gradualmente peggiorata, con conseguenze irreversibili alle funzioni neurologiche a causa della prolungata assenza di ossigeno patita in seguito a di un’ischemia.

Nel mirino l’anestetico locale

Da Perugia, la paziente era stata trasferita nel reparto di Rianimazione di Città di Castello, quindi in una struttura di assistenza dove è deceduta. Sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, il decesso potrebbe essere conseguenza di un’intossicazione dovuta all’anestetico locale a cui la donna sarebbe stata sottoposta. Nell’inchiesta ancora in corso, la Procura ha disposto l’esame autoptico per chiarire tutti gli aspetti relativi alla morte della donna ed evidenziare le eventuali responsabilità.