di
Luca Goffi
Il primo cittadino dà le istruzioni ai suoi cittadini: «Se fosse morto, fate ritrovare il corpo senza vita a lato della strada in posizione ben visibile, qualche altro cittadino ce lo segnalerà. Dobbiamo liberare la polizia provinciale e i Carabinieri forestali»
Dopo settimane di ricerche, il “sindaco del varano” mostra i primi segni di cedimento. Il Comune che amministra, Montichiari, è ormai sulla bocca di tutti, giornali e televisioni hanno raccontato giorno dopo giorno le attività di ricerca del varano che stanno compiendo polizia provinciale, municipale e i Carabinieri forestali ma ora il primo cittadino ha detto stop. «Ho ricevuto chiamate, svariati messaggi in cui mi si dice che il varano non c’è più. Che sia morto. A me non interessa che il varano siamo morto e neppure per mano di chi. A me interessa soltanto ritrovare il corpo del varano», dichiara Marco Togni.
Il primo cittadino fa il suo accorato appello a tutta la cittadinanza dando le istruzioni per consentire il ritrovamento dell’animale senza vita: «Il varano sia collocato sul margine della strada in posizione ben visibile a tutti, così chiudiamo la bella vicenda del varano, lasciamo libere polizia provinciale e i Carabinieri della Forestale e noi torniamo alle nostre vite con impegni più importanti di questo. Facciamola finita qui».
In questi giorni, i social hanno trasformato la presenza nella bassa bresciana dell’animale predatore in un meme divertente. «Per molti è uno scherzo per me non lo è per nulla. Sono tartassato di chiamate dai giornali e dalle televisioni, tutti hanno parlato di Montichiari e va bene così. Però adesso la storia deve terminare», sottolinea il sindaco di Montichiari.
Il giustiziere della creatura non merita di essere individuato, ma «un idiota è chi lo ha abbandonato», sostiene il primo cittadino. «Però la storia deve terminare. Chiedo gentilmente a chi sa dove sia il corpo del varano, sempre che il varano sia effettivamente morto, di farcelo trovare», conclude Togni.
Vai a tutte le notizie di Brescia
Iscriviti alla newsletter di Corriere Brescia
30 luglio 2026 ( modifica il 30 luglio 2026 | 18:57)
© RIPRODUZIONE RISERVATA