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Redazione Online
Il governo: «Siamo stati i primi in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida attuazione»
Confronto a distanza tra Bruxelles e Roma sul cosiddetto «riconoscimento facciale» che è al centro di uno schema di decreto legislativo passato mercoledì in commissione al Senato e oggi in esame alla Camera per i necessari pareri.
Il decreto prevede che si potrà conservare per sette giorni (nei luoghi ritenuti sensibili) i dati biometrici di chi passa davanti a una telecamera. Un provvedimento fortemente contestato dalle opposizioni.
Il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier ha spiegato che «il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è una pratica vietata dalla legge sull’Intelligenza artificiale (AI Act), quindi è applicabile già dall’anno scorso e diventerà esecutivo entro quest’anno»
«Non vogliamo che con l’IA ci sia un controllo pubblico su dove noi e voi ci spostiamo quotidianamente negli spazi pubblici accessibili, quindi questo è un chiaro divieto» aggiunge il portavoce. E aggiunge: «Sul caso specifico italiano», del decreto legislativo in discussione in Italia, «non ho tutti gli elementi, quindi non sto giudicando in anticipo ciò che sta accadendo attualmente in Italia», precisa.
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Dal canto suo, Palazzo Chigi ribatte che «sul riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili l’Italia continuerà a rispettare la normativa europea, a partire dall’AI Act, come fatto finora, in coerenza con le garanzie costituzionali e dei diritti di libertà, la cui verifica spetta all’Autorità giudiziaria». «L’Italia si pone all’avanguardia nella governance dell’intelligenza artificiale – fanno sapere fonti di Palazzo Chigi – Siamo stati i primi in Europa ad adottare una normativa di sistema e a darne rapida
attuazione. Il governo continuerà a lavorare in questa direzione, nel rispetto della visione che porta avanti fin dall’inizio, per uno sviluppo e un’applicazione dell’IA centrata sull’uomo e governata dall’uomo».
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30 luglio 2026 ( modifica il 30 luglio 2026 | 16:01)
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