di
Mattia Giopp
Dopo le parole su Schengen Madrid ha convocato l’ambasciatore italiano. Il governo iberico invierà altri soldati. Secondo il ministero degli Esteri sono oltre 1.500 i migranti arrivati nell’enclave spagnola nell’ultima settimana
Centinaia di migranti, prevalentemente marocchini e algerini, hanno raggiunto nelle ultime ore la città autonoma spagnola di Ceuta attraversando a nuoto il tratto di mare che la separa dal Marocco o costeggiando il frangiflutti di confine del Tarajal. Le autorità locali parlano di una crisi umanitaria senza precedenti, dalla grande ondata del maggio 2021 quando circa 5 mila persone attraversarono il confine in un solo giorno
Diversi gruppi di migranti avevano raggiunto l’enclave già durante la notte, ma la situazione è precipitata intorno a mezzogiorno di oggi con l’arrivo di diverse centinaia di persone. Nell’ultima settimana sono stati oltre 1.500 gli arrivi registrati, mentre il presidente della Città Autonoma, Juan Jesus Vivas, parla di circa 2 mila arrivi negli ultimi dieci giorni. 18 i corpi recuperati nelle ultime 24 ore e ci sarebbero molti dispersi. «Ci troviamo in una situazione di assoluta emergenza umanitaria e sociale che richiede un’azione decisa attraverso un comando unificato per garantire una risposta energica, decisa e immediata», ha dichiarato Vivas alla radio Cadena Ser.
L’assemblea di Ceuta, attraverso la conferenza dei capigruppo riunita d’emergenza, ha approvato un ordine del giorno in cui si chiede al governo di Madrid l’immediata chiusura della frontiera con il Marocco, il dispiegamento dell’esercito nel territorio dell’enclave e la dichiarazione dello stato d’emergenza nazionale. «Le Forze Armate rafforzeranno la Guardia Civile per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta», ha riferito il ministero spagnolo. A quanto riportano i media iberici, ai 60 soldati del Gruppo di Riserva e Sicurezza assegnati permanentemente alla sorveglianza delle frontiere è già stato aggiunto un plotone aggiuntivo (20 truppe) e nelle prossime ore ne saranno dispiegati altri due, con 40 soldati.
Sanchez: «Risposta immediata». Palazzo Chigi valuta di sospendere Schengen
Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha scritto su X che il governo «è impegnato per dare una risposta immediata» e «sta mobilitando tutti i mezzi necessari per riportare la situazione alla normalità il prima possibile». Riguardo alle richieste delle autorità di Ceuta, il ministero dell’Interno ha spiegato in una nota che la normativa sulla Protezione civile non consente di attivare il meccanismo di «emergenza nazionale» per i flussi migratori, ma solo in caso di calamità naturali o rischi tecnologici.
Già dal pomeriggio, intanto, fonti di Palazzo Chigi riferivano che, per la crisi dei migranti a Ceuta, il governo stava valutando di sospendere Schengen con la Spagna. Intenzioni esplicitate dalla stessa premier Meloni in un post social pubblicato in serata: «Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei», ha scritto la presidente del Consiglio. Che ribadisce: «L’italia non starà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna.
Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro». Uno scenario, quello della sospensione del trattato sulla libera circolazione della persone, che ha spinto Madrid a convocare l’ambasciatore italiano.
Intanto, sindacati della Polizia nazionale spagnola, Sup e Jupol, hanno accusato le autorità del Marocco di «non stare facendo assolutamente nulla» per impedire i massicci ingressi irregolari di migranti. Il Sup denuncia una situazione di «collasso totale». Il sindacato sostiene che le forze di sicurezza marocchine abbiano smesso di trattenere le persone dirette verso il confine e che gli agenti spagnoli, da soli, non siano in grado di fronteggiare il continuo afflusso di migranti.
Il Marocco ha respinto le accuse, sostenendo che gli attraversamenti irregolari di massa siano favoriti dalle reti criminali dedite al traffico di esseri umani, e ha sottolineato come la collaborazione frontaliera con la Spagna sia «esemplare». Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, che ha annunciato che si recherà d’urgenza domani a Ceuta, ha anche concordato con Rabat di rafforzare il coordinamento e «gli sforzi per far fronte a questo tipo di flussi», impegnandosi «a rivedere e stabilire meccanismi per accelerare il rimpatrio, il prima possibile, di tutte le persone che sono entrate illegalmente a Ceuta».
Fonti del ministero denunciano, inoltre, che le reti di trafficanti stanno «strumentalizzando» una recente sentenza del Tribunale Supremo che considera illegali i respingimenti immediati alla frontiera, incoraggiando le partenze di giovani migranti e alimentando la pressione sulla principale frontiera terrestre tra Europa e Africa.
E purtroppo si cominciano anche a contare le prime vittime tra chi tenta di raggiungere a bracciate l’enclave spagnola in questa ultima emergenza umanitaria. Sono infatti almeno16 i cadaveri di migranti recuperati in mare dalla Guardia Civil e dal Soccorso Marittimo, tra ieri e oggi. Secondo un’Ong, almeno una ventina di persone risulterebbero disperse.
Negli ultimi 12 mesi, con i deceduti oggi, sono circa 70 le persone annegate nella traversata verso l’enclave.
30 luglio 2026 ( modifica il 31 luglio 2026 | 01:27)
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