Per milioni di persone i capelli bianchi rappresentano uno dei segni più evidenti dell’invecchiamento. Oggi l’unica soluzione realmente efficace rimane la tintura, ma la ricerca sta iniziando a esplorare strade completamente nuove: non coprire il bianco, bensì riattivare le cellule che producono melanina. Tra le novità più interessanti ci sono studi che coinvolgono un farmaco utilizzato contro alcune forme di leucemia, molecole naturali appartenenti alla famiglia dei triterpeni e nuove ricerche sulle cellule staminali del follicolo pilifero. Perché i capelli diventano bianchi Il colore dei capelli dipende dai melanociti, cellule che producono melanina all’interno del follicolo. Con l’età diminuiscono sia il numero sia l’attività delle cellule staminali che li rigenerano. A questo si aggiungono stress ossidativo, infiammazione cronica e alterazioni della comunicazione tra le cellule del follicolo. Negli ultimi anni è stato dimostrato che in alcuni casi il processo non è completamente irreversibile: alcune cellule staminali pigmentarie possono rimanere vive ma “bloccate“, incapaci di maturare. Il farmaco per la leucemia che ha riacceso le speranze Uno degli studi più discussi riguarda nilotinib, farmaco impiegato nella leucemia mieloide cronica. Durante alcuni trattamenti è stato osservato un effetto inatteso: alcuni pazienti hanno recuperato parte della pigmentazione dei capelli. Gli scienziati ritengono che il farmaco possa modificare vie di segnalazione coinvolte nella sopravvivenza e nell’attivazione dei melanociti. Si tratta però di osservazioni cliniche e piccoli studi: nilotinib non è utilizzabile per trattare i capelli bianchi, perché può provocare effetti indesiderati importanti e il rapporto rischio-beneficio sarebbe sfavorevole in persone sane. I triterpeni: una nuova frontiera Grande interesse sta suscitando anche la famiglia dei triterpeni, sostanze naturali presenti nella buccia delle mele, nel rosmarino, nella salvia, nel basilico e in numerose piante medicinali. Tra questi, l’acido ursolico estratto dalle bucce di mela è uno dei più studiati. Le ricerche sperimentali indicano che può ridurre lo stress ossidativo. Aattenuare l’infiammazione, proteggere i mitocondri, attivare la via Nrf2, importante nei sistemi antiossidanti cellulari, favorire un ambiente biologico più favorevole alla sopravvivenza delle cellule pigmentarie. Ad oggi, però, non esistono studi clinici che dimostrino che l’acido ursolico faccia ricrescere capelli del loro colore naturale nell’uomo. Le evidenze riguardano soprattutto modelli cellulari e animali.

Le cellule staminali del follicolo Una delle scoperte più importanti arriva dagli studi sulle cellule staminali dei melanociti. Ricercatori hanno osservato che con l’età queste cellule tendono a rimanere “intrappolate” in una particolare zona del follicolo e non riescono più a trasformarsi in melanociti maturi. L’obiettivo futuro sarà trovare molecole capaci di farle tornare attive. Se questo meccanismo fosse controllato farmacologicamente, potrebbe diventare possibile ripristinare il colore naturale dei capelli. Dalla genetica alla medicina rigenerativa Sono allo studio anche attivatori della via Wnt, modulazione della proteina MITF, terapie antiossidanti mirate, fattori di crescita; medicina rigenerativa con cellule staminali, editing genetico e riprogrammazione cellulare. Queste strategie sono ancora sperimentali e richiederanno anni di ricerca. Cosa possiamo fare oggi In attesa di terapie specifiche, alcuni comportamenti possono aiutare a preservare la salute del follicolo: dieta ricca di frutta e verdura; controllo di eventuali carenze di vitamina B12, ferro, rame e folati; abolizione del fumo; protezione dallo stress ossidativo; trattamento delle eventuali malattie della tiroide.

Cosa dice la scienza L’idea di invertire l’ingrigimento dei capelli non appartiene più soltanto alla fantascienza. Le conoscenze sulla biologia del follicolo stanno crescendo rapidamente e alcune osservazioni, come quelle su nilotinib, dimostrano che la pigmentazione può essere influenzata farmacologicamente. Tuttavia, oggi non esiste alcun trattamento approvato in grado di far tornare i capelli bianchi al loro colore originario in modo sicuro ed efficace. Le ricerche su triterpeni, cellule staminali e medicina rigenerativa rappresentano prospettive promettenti, ma sono ancora in fase sperimentale.

Bibliografia essenziale Nature – Studi sulle cellule staminali dei melanociti e sull’ingrigimento dei capelli. Nature Communications – Meccanismi di migrazione delle cellule staminali dei melanociti. Cell – Biologia delle cellule staminali del follicolo pilifero. International Journal of Molecular Sciences – Acido ursolico: attività antiossidanti e anti-infiammatorie. Journal of Investigative Dermatology – Biologia della pigmentazione del capello. Segnalazioni cliniche pubblicate su JAMA Dermatology e altre riviste dermatologiche riguardanti casi di ripigmentazione durante terapia con inibitori delle tirosin-chinasi (incluso nilotinib).