Lo scorso giugno si sono concluse ufficialmente le celebrazioni per lo storico anniversario del marchio francese ed è stata annunciata la pubblicazione di un prestigioso libro fotografico commemorativo
Se la fotografia è un’arte, fotografare automobili e confrontarsi con curve, superfici, riflessi, forme è una sfida stimolante che può dare vita ad immagini emozionanti ed evocative. Il piacere di sfogliare pagine patinate e conservare fisicamente un ricordo che, nel mondo digitale, è sempre più virtuale, deve essere stato sicuramente uno dei motori di questa iniziativa di Alpine, pensata per concludere in grande stile un anno di celebrazioni per i settant’anni del marchio.
Sportività francese
Fondata nel 1955 da Jean Rédélé, giovane concessionario Renault e appassionato pilota, la Casa di Dieppe ha scritto alcune delle pagine più affascinanti dell’automobilismo europeo. Dalla berlinetta A110, capace di conquistare il primo Campionato del Mondo Rally nel 1973, fino al trionfo assoluto alla 24 Ore di Le Mans del 1978, Alpine ha sempre seguito una filosofia semplice quanto efficace: leggerezza, agilità e piacere di guida. Un’identità rimasta intatta anche nella nuova era aperta nel 2017 dall’ultima generazione dell’A110 che lascerà adesso il posto all’evoluzione elettrica.

Un anniversario celebrato in tutto il mondo
Le celebrazioni per i 70 anni del marchio, concluse lo scorso giugno, non si sono limitate a una semplice rievocazione del passato. Alpine ha scelto di raccontare la propria storia portando le sue vetture nei luoghi simbolo dell’automobilismo mondiale. Da Dieppe, città dove tutto ebbe inizio, al prestigioso Festival of Speed di Goodwood, passando per la 24 Ore di Le Mans e il salone Rétromobile di Parigi, il costruttore francese ha costruito un percorso che ha unito memoria e futuro. Il messaggio è stato chiaro: celebrare le proprie radici senza rimanerne prigionieri, proprio mentre Alpine ha iniziato un vero e proprio stravolgimento della gamma che passa attraverso l’elettrificazione, con modelli come A290 e A390, chiamati a raccogliere l’eredità della tradizione.

Un libro che racconta la bellezza
A chiudere questo anno speciale è arrivato un volume destinato a diventare un oggetto da collezione. Alpine ha affidato al fotografo e artista Axel Ruhomaully il compito di interpretare la propria collezione storica attraverso un linguaggio lontano dalla classica fotografia automobilistica, tutto fondato su luci e ombre che scolpiscono le carrozzerie, trasformando ogni modello in una vera scultura. Non si tratta di semplici immagini da archivio, ma di una ricerca estetica che mette in evidenza la purezza delle linee e delle proporzioni che hanno reso riconoscibili le sportive di Dieppe nel corso di sette decenni. Dall’iconica A110 originale passando per la piccola A106, ma anche la GTA degli anni 80, la mitica A442 B vittoriosa a Le Mans nel 1978 e le moderne A290, A390 e A110 R Ultime, ogni fotografia racconta come il linguaggio stilistico di Alpine sia riuscito a evolversi senza perdere la propria identità.
Più di un album dei ricordi
Il libro diventa così la conclusione ideale delle celebrazioni del settantesimo anniversario. Non un nostalgico album fotografico, ma un archivio visivo che racconta il percorso di un marchio capace di reinventarsi più volte restando fedele ai propri valori. Perché le migliori fotografie automobilistiche non immortalano soltanto un’automobile: ne catturano l’anima, l’equilibrio delle proporzioni e quel carattere che, a distanza di decenni, continua a trasformare una semplice sportiva in un’icona. Ed è forse proprio questo il modo più autentico per festeggiare i primi settant’anni di Alpine: ricordare da dove è partita, mostrando con la stessa intensità la strada che la attende.
31 luglio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
