Più di 90 minori, tra cui diversi neonati, sono senza casa da quasi 48 ore. A lanciare l’allarme è Save the Children. L’organizzazione è intervenuta sul caso dei 400 occupanti di Spin Time, ancora in attesa di rientrare nello stabile. 

Intanto lungo via di Santa Croce in Gerusalemme bambini, anziani e persone fragili si sono accampate – chi su sistemazioni di fortuna come piccole piscine gonfiabili, chi direttamente sul marciapiede – in cerca di un riparo dal caldo. E la strada è stata chiusa da viale Manzoni a via Statilia. Le temperature in una giornata che a Roma è marchiata dal bollino rosso, con il livello massimo di allerta, sono roventi. Tanto che diverse persone e bambini hanno accusato malori, denunciano gli occupanti. 

E mentre è in corso il tavolo tecnico riunito in Prefettura per fare il punto sulla gestione dell’emergenza, il presidente della Regione, Francesco Rocca lancia un avvertimento: “Le occupazioni sono una questione delicata perché rispondono a un tema di disperazione ma non possiamo consentire che sulla disperazione si innesti la prepotenza”. 

VIDEO | Oltre il cancello di Spin Time: un microcosmo nel cuore di RomaGli occupanti: “Dobbiamo rientrare subito”

Le richieste che arrivano dagli occupanti, in attesa lungo via di Santa Croce in Gerusalemme sono due: “Un’immediata convocazione da parte delle istituzioni e il rientro nello stabile per garantire la tenuta sanitaria e sociale delle circa quattrocento persone evacuate”. Lo hanno ribadito nel corso di una conferenza stampa convocata all’esterno del palazzo occupato, dopo la seconda notte passata in strada. 

Tra le persone accampate si sarebbero già verificati diversi malori a causa del caldo. Intanto nella giornata di oggi di è svolto un nuovo tavolo tecnico riunito in Prefettura per fare il punto sulla gestione dell’emergenza. Ora gli occupanti attendono con trepidazione l’esito del vertice. 

“Non c’è più tempo da perdere, occorre tutelare subito bambini, famiglie e le attività sociali che operano nel palazzo – ha spiegato la portavoce di Spin Time, Giovanna Cavallo – i tavoli istituzionali devono considerare la dignità delle persone che in questo momento si trovano su questo asfalto rovente. Chiediamo di essere ricevuti per individuare un percorso sostenibile”. 

Dopo il fuoco, la strada. Il popolo di Spin Time tra paura e voglia di resistere: “Non è uno sgombero, rimaniamo qua”

E Mosè Vernetti, tra i referenti di Spin Time, aggiunge: “Pretendiamo di avviare l’iter di regolarizzazione dall’interno del palazzo, non dalla strada. Resteremo qui finche’ non si arriverà a una svolta, chiamando la città a darci man forte per tutto il pomeriggio”. Il presidio permanente dunque prosegue”. 

Save the children lancia l’allarme

A intervenire è anche Save the children, che segnala come tra le 400 persone che non possono rientrare in casa “ci sono più di 90 minori, compresi neonati, accolti in condizioni di assoluta emergenza grazie all’impegno di Roma Capitale, delle strutture ecclesiastiche e delle associazioni del territorio”. 

L’organizzazione chiede per questo una soluzione concreta per tutelare i più piccoli, che attualmente vivono in “sistemazioni temporanee e precarie che aggravano ulteriormente la condizione dei minori, costretti a lasciare alle proprie spalle tutto ciò che per un bambino rappresenta sicurezza, stabilità e normalità”. A complicare il tutto ci sono poi le temperature roventi. Da qui la richiesta di un “intervento immediato e coordinato da parte di tutte le istituzioni coinvolte, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze. Una società civile non può accettare che decine di bambine, bambini e adolescenti rimangano, anche solo per un’ora in più, in una condizione di tale precarietà e disagio”. 

Gualtieri: “Vergognoso l’atteggiamento della destra”

A riferire l’esito del tavolo tecnico è il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: “Si tratta di una situazione drammatica e difficilissima – spiega -. Roma Capitale ha espresso il massimo impegno per affrontare questa emergenza, sia per trovare una soluzione nel breve periodo che per salvaguardare la bella esperienza di integrazione e di rapporto con il territorio che Spin Time ha saputo realizzare. Ci sono bambini che vanno a scuola, persone fragili che hanno saputo trovare una chiave comunitaria molto importante”. 

“Come Roma Capitale – aggiunge Gualtieri – abbiamo messo sul tavolo anche una proposta di acquisto dell’immobile e, nella fase intermedia, per consentire il prima possibile il rientro delle persone, ci sono però dei vincoli giuridici. Ci è stato chiesto più tempo per esaminare la nostra proposta, per questo ci riaggiorneremo lunedì con il tavolo tecnico. Intanto lavoriamo con la protezione civile e con il sistema di volontariato per dare una risposta tempestiva alle persone. È vergognoso che la destra sembra quasi non considerare che non è una cosa positiva che ci siano bambini in strada al caldo senza una sistemazione”.

Rocca: “Sulla disperazione non si innesti la prepotenza”

E se il Comune di Roma ha chiarito ancora una volta la sua posizione su Spin Time, ribadendo di voler acquistare l’immobile, il presidente della Regione, Francesco Rocca, lancia un avvertimento. “Le occupazioni – dice – sono una questione delicata perché rispondono a un tema di disperazione ma non possiamo consentire che sulla disperazione si innesti la prepotenza. Perché se quel palazzo sarà comprato e se verranno fatte entrare le stesse persone che hanno occupato con violenza, quale risposta diamo a quella famiglia con 4 figli, che non ha risorse e magari rispettosamente è rimasta nella lista d’attesa? Il tema della legalità si innesta su quello della fiducia che noi dobbiamo garantire al cittadino rispetto alla tenuta delle regole”. 

E poi: “Se si dovesse percorrere l’ipotesi dell’acquisto dello Spin Time, si dovesse cambiare la destinazione d’uso e investire milioni di euro per metterlo in sicurezza, a quel punto credo sarebbe giusto seguire la graduatoria. Non c’è un diritto maturato con la violenza e l’occupazione. Questa è la base del vivere civile, altrimenti riconosciamo diritti a chi è violento anziché a chi ne ha bisogno e questo non va bene”.

L’appello di Avs

Di tutt’altro tono l’appello delle europarlamentari di Alleanza verdi e sinistra Benedetta Scuderi e Cristina Guarda: “Centinaia di persone continuano ad essere costrette a restare in mezzo alla strada, quando hanno la loro vita dentro Spin Time, è inaccettabile. Queste famiglie devono poter rientrare al più presto: come hanno affermato gli stessi abitanti, la soluzione è dietro quel cancello. Con condizioni climatiche estreme viene impedito a persone fragili, anziani e bambini di rientrare in casa, mentre i rischi legati a questa situazione aumentano di ora in ora. Chiediamo con forza che agli abitanti di Spin Time sia consentito di riprendere a vivere normalmente, occorre farlo con la massima urgenza”. 

Poi la conclusione: “Noi siamo al loro fianco e continueremo a tenere alta l’attenzione, contro ogni strumentalizzazione atta a colpire questa realtà virtuosa che, dal basso, si è fatta carico concretamente del contrasto all’emergenza abitativa. Impediremo che a farne le spese siano le persone più fragili”.